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Pignataro, il miliardario che inciampa sugli affitti: Ion paga, ma in ritardo. E in alcune sedi i dipendenti restano fuori dagli uffici

A riportarlo è il Financial Times. L’imprenditore assicura: “Le questioni in esame sono state risolte, non vi sono importi ancora dovuti”

Pignataro, il miliardario che inciampa sugli affitti: Ion paga, ma in ritardo. E in alcune sedi i dipendenti restano fuori dagli uffici

Andrea Pignataro, il gruppo Ion alle prese con ritardi nei pagamenti degli affitti

Il gruppo di tecnologia finanziaria Ion, fondato dal miliardario italiano Andrea Pignataro, avrebbe registrato quest’anno ritardi nel pagamento degli affitti di alcuni uffici in diverse aree del mondo, secondo quanto riportato dal Financial Times. Stando al quotidiano britannico, in alcune sedi i proprietari degli immobili avrebbero intrapreso azioni formali o minacciato provvedimenti per il mancato rispetto delle scadenze contrattuali.

A Sydney, i dipendenti di Ion avrebbero trovato un avviso relativo a una procedura di sfratto per un mancato pagamento di circa 90 mila dollari australiani, mentre a Monaco di Baviera il personale sarebbe rimasto senza accesso agli uffici per alcune settimane dopo un ritardo nel pagamento di circa 40 mila dollari. E ancora, nel Connecticut, un proprietario immobiliare avrebbe avviato un’azione legale nei confronti di una controllata del gruppo per il mancato pagamento di alcune mensilità, procedimento successivamente ritirato. Le somme relative agli uffici di Sydney e Monaco risultano nel frattempo saldate, mentre la controversia negli Stati Uniti sarebbe stata chiusa.

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La vicenda si inserisce in un periodo di maggiore attenzione degli investitori verso la struttura finanziaria di Ion, che secondo il Financial Times presenta un livello di indebitamento significativo. Il gruppo avrebbe inoltre risentito dell’aumento dei costi di finanziamento legato al rialzo dei tassi d’interesse. Ion, che conta oltre 50 uffici nel mondo e più di 13 mila dipendenti, ha dichiarato che eventuali controversie immobiliari rientrano nella normale gestione di un patrimonio di tali dimensioni e che “le questioni in esame sono state risolte, non vi sono importi ancora dovuti”. La società ha inoltre definito prive di fondamento eventuali interpretazioni secondo cui tali episodi possano incidere sulla solidità finanziaria del gruppo, sottolineando che gli importi coinvolti rappresentano una quota marginale rispetto agli utili annuali.

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