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Pil, col nuovo Dpcm addio rimbalzo. Ma nel quarto trimestre calo solo del -2%

Gli effetti sull’economia del nuovo provvedimento del governo con le tre zone

Pil, col nuovo Dpcm addio rimbalzo. Ma nel quarto trimestre calo solo del -2%

Il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni UniCredit, la seconda banca italiana, stamane sono stati chiari. Con la nuova emergenza sanitaria e i provvedimenti messi in atto dai governi nazionali, con differenti gradi di restrizione alla circolazione e conseguentemente all’attività economica, la seconda ondata di contagi da coronavirus sta riducendo a zero la speranza di un rapido rimbalzo dell’economia, dopo lo shock della prima metà di quest’anno. Anche se mancano oltre un mese e mezzo alla fine dell’anno, nel quarto trimestre la ripresa si è già fermata.

Dopo i primi coprifuoco, le chiusure nazionali alle 18 ai ristoranti e ai bar, lo stop ai centri commerciali nel weekend, la forte riduzione dei flussi turistici e, ora, la nuova divisione dell’Italia in tre differenti zone (rosse, arancioni e gialle), il più 16,1% post-revoca del lockdown del Pil del terzo trimestre resterà un episodio isolato. Niente trend. Un trimestre molto positivo a cui, secondo le attese degli economisti, seguirà immediatamente una nuova contrazione. Gli economisti si aspettano che l’economia della zona euro e anche dell’Italia infatti si contragga nuovamente nell’ultimo trimestre dell’anno.

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E questo nonostante i due decreti Ristori del governo Conte che hanno messo sul piatto 5,4 miliardi, il primo e altri 1,5-2 miliardi il secondo, nuovo pacchetto di aiuti che sarà sul tavolo del consiglio dei ministri di stasera. Cifre che serviranno solo per attenuare la caduta del Pil.

Di quanto, quindi, sarà la contrazione dal primo ottobre al 31 dicembre? I calcoli li hanno fatti gli analisti di Oxford Economic, società di consulenza britannica, secondo cui “le nuove misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19 decise dall’esecutivo causeranno un double dip (un doppio calo, ndr) per l’economia italiana, con una contrazione del Pil stimata a -2% nel quarto trimestre“.

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“La flessione – hanno sottolineato gli economisti – sarà molto più bassa del -13% del secondo trimestre e del -5,5% del primo, ma il peggioramento dell’ultimo trimestre del 2020 si tradurrà meccanicamente in una crescita minore del previsto nel 2021“.

In linea con quanto stimato stamane da Bruxelles nelle nuove previsioni sui Paesi dell’Eurozona, la lead economist Nicola Nobile ha previsto ora infatti che l’aumento del Pil del nostro Paese l’anno prossimo sarà del 4,8% contro il +6% indicato inizialmente, dunque meno forte rispetto al rimbalzo più massiccio stimato dal governo Conte nella Nota di aggiornamento al Def (+6%).

A differenza del precedente lockdown, Oxford Economics ha rilevato che le nuove misure, anche se potranno cambiare di settimana in settimana, differiscono a seconda delle Regioni e anche se provocheranno un calo dell’attività nelle prossime settimane, sono meno dannose a livello economico rispetto al lockdown della primavera.

Saranno soprattutto il settore dei servizi, in particolare l’hospitality, ad accusare il colpo delle restrizioni, mentre il manifatturiero e le costruzioni, sostenuti anche dal forte rimbalzo estivo, dovrebbero controbilanciare in parte il calo del Pil del quarto trimestre. Permangono comunque i rischi di una recessione più grave, in particolare se la domanda globale dovesse registrare un brusco indebolimento o se dovessero essere introdotte restrizioni ancora più rigide.

@andreadeugeni