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L'Italia ha fatto i compiti. Adesso è il momento di ripartire. Il rapporto deficit/Pil scenderà sotto la soglia del 3% nel 2013 e calerà al 2,5% l'anno prossimo. Un rigore sui conti che non si vedeva dal 2008, cioè dall'epoca pre-crisi. Sono le previsioni della Commissione Ue, a patto che "la politica economica resti costante" . Bruxelles si fida del governo Letta: l'Europa è convinta che, se dovesse essere ritoccata  l'Imu, il nuovo esecutivo riuscirà a trovare una copertura adeguata. 

E' il primo passo verso lo stop alla procedura di infrazione sul deficit eccessivo che pende sulla testa dell'Italia e che, secodo il ministro Saccomanni, condiziona negativamente lo spread.

E' stato possibilista il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn: "L'Italia ha i numeri per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, ma potrà riuscirvi solo ''a patto che mantenga la rotta della sostenibilità del bilancio'' e che ''in parallelo attui profonde riforme strutturali''.

La stima dell'Ue è tanto più impotante perché si mantiene sotto il 3% pur considerando la decisione del governo di sbloccare il pagamento dei debiti arretrati della pubblica amministrazione. Il provvedimento "implica una spesa aggiuntiva pari a circa lo 0,5% del Pil solo quest'anno". Peserà sul deficit, ma sosterrà una "lieve ripresa a partire dal terzo trimestre del 2013". Non è ancora tempo di gioire: il Pil si contrarrà quest'anno dell'1,3% e "non ci sono chiari segni di ripresa a breve", visto che "la fiducia dei consumatori e delle imprese rimane in territorio negativo" a causa dell'ulteriore "contrazione dell'attivita' economica nella prima meta' dell'anno". Si avrà un'inversione di tendenza solo nel terzo trimestre, per riemergere dalla recessione solo nel 2014: per il prossimo anno il Pil dovrebbe salire dello 0,7%.

La media Ue è peggiore di quella italiana. Nel 2014 il deficit complessivo dell'eurozona sarà al 3,2%. Spicca (in negativo) Parigi: il deficit francese non solo è oltre il 3% (al 3,9 nel 2013), ma si prevede che aumenti anche il prossimo anno (toccando il 4% del Pil). E anche l'Olanda, da sempre annoverata tra le formiche d'Europa, sfora i limiti imposti da Maastricht.

Se per l'Italia il deficit non è più un'emergenza, lo sono ancora debito pubblico e occupazione. Il primo sarà a quota 131,4% del Pil nel 2014 e al 132,2% nel 2014. Impressiona il dato sul lavoro: il tasso di disoccupazione previsto per quest'anno dalla Commissione Ue è pari all'11,8%, mentre salirà al 12,2% nel 2014, anno in cui Bruxelles prevede una "stabilizzazione". "Il continuato congelamento dei salari pubblici e l'aumento contenuto dei salari del settore privato porta a un rallentamento del costo del lavoro nel 2013/2014".

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