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Economia
Pil ko come nella "grande glaciazione". Uk in recessione (-30%) nel semestre

Fra le economie occidentali vittime del lockdown da coronavirus, c’è chi sta peggio di noi. Si tratta di una magra consolazione, ma se a dover fronteggiare il crollo del Pil è un Paese come il Regno Unito, che ci precede nella classifica dei grandi dell’economia, allora forse il -9,5% stimato da Bruxelles per l’Italia nel 2020 è meno pesante.

La Bank of England (BoE) ha infatti stimato per Londra una contrazione dell’attività economica del 14%. Il risultato di un calo del 3% nel primo trimestre, seguita da un’ulteriore riduzione del 25% nel secondo a causa della chiusura dei motori dell’industria che farà segnare un crollo di quasi il 30% nella prima metà dell'anno.

Quindi per il Pil si tratta di un calo complessivo di quasi il 30% nel primo semestre, la recessione più rapida e profonda pari a quella della grande glaciazione di 300 anni fa, nel 1709. Insomma, una caduta quasi senza precedenti.

Il Comitato di politica
 monetaria della banca centrale
guidato da Andrew Bailey ha
 deciso all’unanimità di mantenere i tassi di interesse allo 0,1%
 e, a maggioranza, con sette voti 
favorevoli e due contrari, ha confermato il programma di quantitative easing da 200 miliardi di
 sterline. Due membri del Monetary Policy Committee della Boe, Jonathan Haskel e Michael Saunders, avrebbero però preferito un aumento di 100 miliardi di sterline del Qe.

La BoE ha puntualizzato che, al ritmo attuale degli acquisti, raggiungerà il limite del quantitative easing entro l’inizio di luglio. La Bank of England aumenterà il quantitative easing di 200 miliardi di sterline entro agosto, di cui almeno la metà nella riunione di giugno, afferma Kallum Pickering, economista di Berenberg.

Per l’esperto, il fatto che due membri della BoE abbiano votato a favore di un incremento degli acquisti di asset, “fornisce un segnale di come sia probabile un maggiore stimolo”. Per quanto riguarda poi le stime macroeconomiche, The Old Lady, così come viene chiamata oltre Manica la banca centrale britannica, si aspetta un aumento della disoccupazione all’8%. La BoE comunque prevede che il Pil rimbalzi del 15% il prossimo anno e che l’inflazione torni al target del 2% tra due anni. I rischi di tale scenario, però, sono orientati al ribasso.

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