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Economia

 

 

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Di Marco Scotti

 

Un'incidenza sempre maggiore del segmento Premium, un aumento della profittabilità - seppur con due anni di ritardo rispetto al piano industriale 2011-2015 - e una sempre maggiore incidenza dei paesi del Latino America e in via di sviluppo. Sono questi alcuni dei risultati più significativi presentati da Marco Tronchetti Provera agli investitori e alla stampa a Londra.

L'incidenza del segmento Premium continuerà ad aumentare, passando dal 38% dei volumi nel 2013 al 44% nel 2016; dal punto di vista dei ricavi, costituirà il 60%, contro il 56% del 2013. Nei quattro anni di piano, inoltre, si prevedono investimenti pari a 1,6 miliardi di euro, con ulteriori efficienze per 350 milioni di euro. Scenderà sensibilmente l'indebitamento, atteso a quota 500 mln a fine piano contro gli 1,4 miliardi della fine del 2013.

Per Tronchetti Provera "il segmento Premium è un nuovo modo di lavorare. Bisogna creare valore, e per sviluppare questo piano abbiamo analizzato i nostri punti di forza. Nel segmento delle coperture auto prestige (Porsche, Lamborghini, Ferrari) siamo leader. +11% rispetto al 2011. Il 17 pollici rappresenta più dell'80% della profittabilità. Se paragoniamo i risultati del piano industriale 2011-2015 abbiamo fatto meglio nei paesi emergenti, mentre abbiamo fatto meno bene in Europa, a causa della crisi. In Russia siamo in ritardo dal punto di vista commerciale, mentre siamo in linea dal punto di vista industriale. Abbiamo creato nuove strategie industriali, e oggi siamo nella fase del rinnovamento, ma gli ingredienti del nostro modello di business sono stati implementati".

 

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Il numero uno di Pirelli ha presentato con orgoglio risultati che, seppur al di sotto delle aspettative di due anni fa, hanno comunque dimostrato come l'azienda della Bicocca abbia saputo reggere l'urto della crisi mondiale, che si è tradotta in un calo del fatturato in Europa e nelle economie mature in genere. "Dal 2010 ad oggi abbiamo fatto una lunga serie di cambiamenti. Il nostro modello di business si è evoluto fino a una fase di fertilizzazione incrociata: siamo più vicini ai nostri clienti. La nostra cultura manageriale si è evoluta da un esercizio tecnologico a un orientamento di creazione di valore. Ho voluto supervisionare personalmente questa fase di transizione. Ora la Pirelli ha due funzioni importanti: sviluppo dei nuovi progetti, affidati a Boiocchi e la gestione delle operations, con Borgo responsabile".

Per quanto riguarda la congiuntura economica, Tronchetti Provera ha sottolineato come "l'Europa ha un ritardo di circa 2 anni rispetto a Usa e Cina. Non ci sarà ripresa definitiva fino al 2015. Il pil previsto per il 2015 sarà raggiunto nel 2017. I prezzi del petrolio, chiave dell'economia russa, dovrebbero restare moderati. Il pil cinese dovrebbe crescere ma restare al di sotto dell'8% di incremento annuo ed essere quindi più bilanciato. Il 70% della crescita del pil mondiale sarà prodotto dalle economie in via di sviluppo. I rischi di crescita continueranno a dominare l'outlook mondiale, mentre normative più stringenti daranno vita a cambiamenti anche dal punto di vista della mobilità. Le economie mature dovranno continuare ad avere la parte del leone nel segmento premium. La volatilità dei tassi di cambio rimarrà significativa. Sono tre le zone che rimarranno fondamentali per Pirelli: Apac (Asia Pacifica), Nafta ed Europa".

 

Focus Piazza Affari/ Pirelli in grande spolvero a Piazza Affari. A fine giornata, dopo aver  presentato a Londra il piano industriale al 2017, il titolo della Bicocca è il migliore del Ftse Mib: +5,37%

Infine ancora una panoramica sulle dinamiche industriali del gruppo Pirelli. "Per quanto riguarda gli pneumatici, c'è un ritardo di due anni rispetto al piano del 2011. Nell'economia a rapido sviluppo il premium rappresenterà il 15% nel 2017. Nell'ambito di trasformazione globale lo scenario concorrenziale, entro il 2015, la media industriale del CAPEX (ovvero la spesa per capitale) sarà circa l'8%, mentre Pirelli impiegherà oltre il 3% del capitale netto. Miglioreremo sensibilmente la profittabilità nel segmento consumer, e questo darà un incremento del ROI. Nel prossimo quadriennio potremo creare nuovo profitto. 74% del CAPEX deve essere destinato al segmento premium. D'altronde, Pirelli si è imbarcata in una trasformazione industriale e commerciale. Nella prima fase c'è un nuovo modello di business, con alcuni punti positivi; la seconda fase è un rinnovamento; la terza è quella in cui il modello messo a punto deve avere nuove risorse".

Altri dati: l'EBIT salirà fino al 13% e le previsioni di risparmio parlano di circa 350 milioni di euro. 7,5 miliardi di euro è il fatturato previsto per il 2016. Per il 2013 si tornerà a generare liquidità: 1,4 miliardi che saranno divisi tra gli investitori (500 milioni) e nuovi investimenti (900 milioni). Infine, dal punto di vista della governance, si profila all'orizzonte una riduzione dei membri del cda e un aumento del flottante e degli investitori istituzionali.

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