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Pmi/ Allarme della Bce: “Utili a picco, le banche facciano credito”

draghiMario Draghi

Le piccole e medie imprese dell’area euro continuano ad incontrare difficolta’ ad accedere al mercato del credito anche se la situazione mostra segnali di miglioramento. E’ quanto emerge da un’indagine pubblicata dalla Banca Centrale Europea su 7.510 Pmi dei 17 paesi della moneta unica per il periodo compreso tra ottobre 2012 ed il marzo scorso.

Le imprese da una parte manifestano maggiori necessita’ di finanziamento (+5%) e dall’altra, spiega la Bce, ”riferiscono di un deterioramento nella disponibilita’ di prestiti bancari” scesa del 10%.

La situazione, sottolinea comunque la Bce, ”e’ migliorata rispetto alla precedente rilevazione” considerando che si e’ registrato ”un calo del un tasso di respingimento delle domande di prestiti”, passato al 15% all’11% ed un numero inferiore di imprese per le quali l’accesso al credito e’ il principale priblema (dal 18% al 16%).

E sono le piccole e medie imprese italiane, insieme a quelle spagnole, greche e portoghesi le peggiori dell’area euro per quanto riguarda il deterioramento degli utili e del fatturato. Secondo la Bce le pmi italiane “hanno contribuito piu’ di tutte all’aumento delle richieste di prestiti bancari e all’aumento degli scoperti”, mentre le imprese tedesche hanno registrato un calo della domanda di prestiti e sono rimaste invariate riguardo agli scoperti. SEcondo la Bce il credit crunch nei paesi dell’Eurozona e’ in restringimento.

Intanto i prestiti della Bce al settore privato a marzo si restringono dello 0,8%, come a febbraio, mentre la crescita della massa monetaria M3 frena a +2,6% dal +3,1% di febbraio. Lo rivelano i dati diffusi dalla Bce. Nella media degli ultimi 3 mesi (gennaio-marzo) la crescita di M3 frena a +3% da +3,4% dei precedenti tre mesi (novembre-gennaio). Il totale dei crediti della Bce a marzo resta invariato, mentre a febbraio era sceso dello 0,2%. I dati dimostrano che la stretta creditizia delle banche prosegue a marzo.