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PMI più digitali ed ecosostenibili? A Roma e provincia in arrivo aiuti per 10 milioni di euro

Dall’IA alla robotica, passando per formazione e interventi per ridurre i consumi, le imprese possono recuperare fino al 70% delle spese ammissibili: domande al via dal 15 settembre

PMI più digitali ed ecosostenibili? A Roma e provincia in arrivo aiuti per 10 milioni di euro

Al giorno d’oggi, per una piccola azienda può risultare complicato acquistare un nuovo software per adeguarsi agli standard odierni, introdurre l’intelligenza artificiale nelle proprie attività o investire per consumare meno energia ed essere più sostenibile. Solitamente ciò accade non perché le PMI siano escluse da determinati circuiti a priori o perché manchino le idee da mettere in campo, ma molto più semplicemente perché spesso il budget non riesce a coprire i costi necessari per attuare una trasformazione in tal senso. Proprio per questo, la Camera di Commercio di Roma ha indetto il nuovo Bando Voucher doppia Transizione 2026, per accompagnare le micro, le piccole e le medie imprese della Capitale e dell’hinterland nel percorso di transizione digitale ed ecologica.

Non solo computer e software: ecco quali spese può coprire il voucher

Il contributo in arrivo per le realtà aziendali presenti sul territorio romano e della provincia potrà coprire l’acquisto di beni funzionali, servizi di consulenza e strumenti di formazione legati alle tecnologie previste dal bando. Nello specifico, tra gli ambiti finanziabili rientrano l’intelligenza artificiale, la robotica avanzata e collaborativa, la manifattura additiva e la stampa 3D, blockchain o registri informatici condivisi, e altre soluzioni digitali.

PMI più digitali ed ecosostenibili? A Roma e provincia in arrivo aiuti per 10 milioni di euro
Per una piccola impresa, innovare significa anche riuscire a sostenere i costi del cambiamento: il nuovo bando prova a dare una mano proprio su questo fronte, dalla digitalizzazione all’efficientamento energetico

Il voucher coprirà il 70% delle spese ammissibili, calcolate al netto dell’Iva, fino ad un contributo ordinario massimo di 10mila euro a fronte di un investimento di almeno 3mila euro. Inoltre, se un’impresa è a maggioranza giovanile, cioè con proprietà e controllo detenuti prevalentemente da persone al di sotto dei 35 anni, potrà ottenere un bonus di 1.000 euro in più. Altri 250 se possiede anche una certificazione della parità di genere e altri 250 euro ancora se in possesso del rating di legalità, ossia se rispetta determinati requisiti in materia di legalità, trasparenza e correttezza nella gestione. I tre “premi” sono cumulabili, perciò chi osserva tutti e tre i criteri si aggiudicherà ben 11.500 euro; in caso contrario, il contributo aumenterà in base alle singole premialità spettanti.

I requisiti per presentare domanda

La misura riguarda tutte le PMI con sede legale e/o unità locale a Roma e in provincia, purché siano regolarmente iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e in regola, tra le altre cose, con il pagamento del diritto annuale e con la dichiarazione dell’attività svolta. Quelle che hanno già ricevuto finanziamenti nel corso dei tre anni precedenti alla pubblicazione del bando, invece, non ne avranno diritto. Le domande verranno valutate in ordine cronologico di arrivo e potranno essere precaricate sulla piattaforma ReStart a partire dalle ore 14:00 dell’8 settembre, mentre sarà possibile inviarle, provviste di firma digitale, dalle 14.00 del 15 settembre alle 14:00 del 22 dello stesso mese se si sarà in possesso del Self i4.0, il questionario che permette all’impresa di valutare il proprio livello di maturità digitale e che deve essere compilato entro i tre mesi precedenti all’invio della richiesta.   

Per una piccola realtà imprenditoriale, insomma, innovare non significa necessariamente inseguire l’ultima innovazione disponibile, ma trovare il modo di trasformare un investimento in un’occasione di crescita. È questa, in fondo, la scommessa della doppia transizione: fare in modo che digitale e sostenibilità non restino parole da grandi aziende, ma possano entrare anche nei bilanci e nelle strategie di quelle di dimensioni più ridotte.