Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Quattrosoldi/ Borsa, occasioni sotto l’ombrellone. Eni nella gold list di Morgan Stanley

Quattrosoldi/ Borsa, occasioni sotto l’ombrellone. Eni nella gold list di Morgan Stanley

 

I segnali di ripresa per la crescita mondiale si sono moltiplicati in queste ultime settimane, dalla Cina all’Italia. Ma è il caso, e se sì come è possibile, di cercare di approfittare della ripresa in particolare delle aziende europee? Secondo gli analisti di Morgan Stanley vale la pena di provarci, anche perché dalla stagione delle trimestrali sembra emergere un miglioramento anche in termini di utili per azione e Roe (Return on equity, indice di redditività del capitale) che potrebbe sostenere un ulteriore progresso delle quotazioni.

Attenzione, però: se è vero che un miglioramento della redditività rispetto ai concorrenti statunitensi o asiatici sembra essere la variabile chiave perché la ripresa europea sia sostenibile e perché i titoli azionari europei sovraperformino quelli dei loro concorrenti diretti, occorre selezionare attentamente, secondo gli esperti americani, sia i settori sia i singoli titoli al loro interno. Banche, finanziari, catene alimentari e produttori di materie prime sembrano offrire al momento sia basse valutazioni sia un basso Roe relativo alle medie storiche, ossia questi settori offrono il più basso P/E (rapporto prezzo/utili) “normalizzato”, mentre altri comparti non sembrano altrettanto promettenti.

Tra i titoli azionari individuati dagli analisti in quanto trattano con un P/E “normalizzato” modesto vi sono in particolare Aegon, Axa, Bhp Billiton, Bnp Paribas, Credit Suisse, Edp, Gas Natural, Kbc, Lafarge, Mapfre, Metro, Royal Dutch Shell e Vinci. Unico nome italiano per il momento resta Eni, sul quale Morgan Stanley esprime un “overweight”, sovrappesare, che a fronte di un Roe mediamente pari al 14,6% negli ultimi otto anni presenta al momento un Roe del 10,1% e un P/E “normalizzato” di 8,6 volte.

Eni, per inciso, piace anche gli analisti di Credit Suisse che in settimana hanno confermato il proprio “outperform” (farà meglio del mercato) nonostante la semestrale del cane a sei zampe abbia deluso rispetto alle attese di consensus e alle previsioni del Credit Suisse, sostanzialmente però solo a causa delle perdite superiori al previsto legate alla controllata Saipem.

*BRPAGE*
 

Borsa

Gli esperti svizzeri pensano anzi che il secondo trimestre possa aver rappresentato il periodo peggiore per Eni e che nella seconda parte dell’anno le cose potranno solo migliorare, anche grazie al “forte segnale di fiducia” costituito dalla proposta avanzata dal numero uno del gruppo, Scaroni (che la proporrà al Cda di settembre, ricordano gli esperti), circa l’avvio di un buy-back sui titoli della compagnia che gli analisti prevedono possa valere un miliardo di euro l’anno ma che non si aspettavano prima degli inizi del 2014.

Se a questo si aggiunge il fatto che già a fine agosto il maxi-giacimento di Kashagan dovrebbe iniziare a vedere la prima produzione e che i giacimenti in corso di esplorazione in Congo, Vietnam e Norvegia potrebbero riservare sorprese positive, così come la rinegoziazione dei contratti sul gas (incluso l’arbitrato con Statoil), Eni sembra decisamente poter rappresentare con onore il ruolo di “campione” italiano in un portafoglio costruito attorno alla promessa di una riaccelerazione della crescita economica del vecchio continente.

Luca Spoldi