Dal cloud di Tim ai servizi negli uffici postali: dove si giocano le sinergie del nuovo gruppo
Quella entrante sarà la settimana dei conti trimestrali di Poste Italiane e Tim. Per la società di tlc saranno i primi dopo essere entrata, tramite l’Opas, nell’orbita di Poste. Tim però è ancora autonoma nonostante il pieno controllo delle quote, l’87% circa, da parte della società postale. L’ad di Poste Matteo Del Fante infatti non ha fretta di effettuare il delisting del titolo. Più urgente è l’integrazione dei servizi e quella commerciale. Già entro novembre è previsto il primo test di “shop in shop” con Tim presso l’ufficio postale di Roma San Silvestro per cominciare ad attivare le sinergie tra le due società che sono state stimate (da Poste) in 700 milioni di euro (500 milioni di costi e 200 di ricavi).
Tim comunicherà i risultati del terzo trimestre martedì 10 novembre, con la conference call per analisti e investitori l’11. Poste lo farà il giorno dopo, ossia il 12 novembre. Per Tim il consenso degli analisti prevede ricavi in moderata crescita del 2,8%, Ebitda in miglioramento ma investimenti e debito in aumento. Un primo assaggio arriverà dal Brasile: la controllata Tim Brasil, che l’ad di Poste ha già detto di non considerare strategica e che dunque potrebbe essere venduta, pubblicherà i conti lunedì 9. Tim prevede ricavi per 3,56 miliardi, in aumento del 2,8% rispetto al periodo precedente, trainata dal segmento Enterprise e dal Brasile, mentre continua la discesa dei ricavi nel segmento consumer. Gli investimenti dovrebbero salire a 442 milioni dai 384 milioni dell’analogo trimestre 2025.
Quanto al debito, è stimato a 7,78 miliardi, contro i 6,85 miliardi di inizio anno. Il terzo trimestre dovrebbe essere il primo in cui, secondo i piani dell’ad Pietro Labriola (rimasto al suo posto dopo l’Opas), dovrebbe materializzarsi l’accelerazione promessa per la seconda metà dell’anno. Nel primo semestre 2026 i ricavi sono saliti del 2% a 6,8 miliardi di euro (+0,2% nel domestico a 4,6 miliardi, +6% in Brasile a 2,3 miliardi). Da sottolineare che il secondo trimestre è tornato in utile per 88 milioni dopo la perdita di 292 milioni del primo, gravata da 210 milioni di oneri sul personale.
Il mercato guarderà soprattutto a Tim Enterprise e al cloud, con i ricavi del Polo strategico nazionale cresciuti del 50% nel semestre, e alla tenuta del segmento consumer. Quanto a Poste, gli analisti prevedono risultati trimestrali solidi, con una crescita dei ricavi e della redditività e indicazioni positive sul margin. Il consensus vede ricavi trimestrali a 3,32 miliardi e un utile netto a circa 550 milioni. Ovviamente l’attenzione degli investitori è rivolta non solo all’andamento delle attività tradizionali, finanziarie e assicurative, ma soprattutto alle prospettive dell’integrazione con Tim. Ma per conoscere i nuovi obiettivi del gruppo aggregato bisognerà attendere il piano industriale previsto nel primo trimestre 2027.
Poste il 25 novembre pagherà un acconto sul dividendo di 0,40 euro anche ai nuovi soci (ex-Tim) che hanno aderito all’Opas.
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