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Economia
Evasione, indagini sul gruppo Prada. I magistrati chiedono più tempo

Lente dei magistrati su Miuccia Prada Bianchi e Patrizio Bertelli con un'indagine che riguarda l'accuratezza di alcune dichiarazioni fiscali passate. Lo ha spiegato la stessa coppia, al vertice della creatività e della gestione della celebre casa di moda, in un comunicato diffuso alla Borsa di Hong Kong, dove la compagnia è quotata.

A chiedere di proseguire gli accertamenti sono stati i pm di Milano, Gaetano Ruta e Adriano Scudieri, titolari del fascicolo per "omessa o infedele dichiarazione dei redditi", presentando al Gip del Tribunale di Milano la richiesta di proroga delle indagini sulla stilista e l'amministratore delegato del gruppo di moda. Oltre a Prada e Bertelli, risulta iscritto nel registro degli indagati anche Marco Salomoni,  commercialista di fiducia degli imprenditori. L'ipotesi accusatoria dei magistrati è che Prada Holding sia un caso di presunta esterovestizione, come aveva contestato l'Agenzia delle Entrate, alla luce del fatto che la società aveva sede legale ad Amsterdam. Analizzando dieci anni di bilanci della società, i Pm di milano ritengono che ci sia stata una elusione fiscale dell'ammontare complessivo di 470 milioni di euro.

La vicenda, ricorda una nota della casa di moda, risale al dicembre 2013, allorché Bertelli e la moglie siglarono un accordo transattivo con il Fisco, "che ha pienamente soddisfatto le richieste delle Autorità fiscali italiane, come dichiarato e confermato dall'Autorità stessa".

Prada e le società controllate, precisa ancora il comunicato della maison, non sono coinvolte nell'indagine. Tra i marchi celebri del gruppo si possono ricordare Miu Miu, Car Shoe e Church's. Anche Dolce e Gabbana sono finiti in una lunga e celebre vicenda fiscale.

Alla fine dello scorso anno, la compagnia aveva deciso di ritrasferire in Italia la holding pagando 400 milioni di euro all'erario. Come rileva il Financial Times, nuove indagini sembrano in contrasto con la precedente posizione dell'Autorità che per bocca di Salvatore Lampone aveva sostenuto come non sarebbero stati fatti nuovi accertamenti, dal momento che Prada ha gia' pagato tutto.

La notizia emerge mentre il Parlamento lavora sul nuovo testo della voluntary disclosure, che procede di pari passo con il discorso sull'autoriciclaggio. Allineare e armonizzare le misure sul reato di autoriciclaggio messe a punto dal ministero della Giustizia con quelle sul rientro dei capitali e farle viaggiare sotto forma di emendamento all'interno di quest'ultimo provvedimento, già in avanzata fase di elaborazione in Parlamento, così da arrivare entro l'anno all'approvazione definitiva, e' stata l'ultima scelta di esecutivo e Commissione Finanze della Camera.

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