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Economia
Lettera Ue, Conte: "Il primato della finanza non porta crescita"

“Vedo che c’è tanta ansia, tanta agitazione: in realtà quella che il capo del Governo invierà alla Commissione Ue è una lettera che conterra un messaggio politico per l'avvio della nuova legislatura europea. La sostanza di questa lettera è che il primato della finanza non offre chance di crescita all'Europa nel segno dello sviluppo sociale, dell'equità, della solidarietà”.

Nella settimana chiave del negoziato con l’Ue per l’invio della lettera di risposta alla Commissione europea sulla richiesta di procedura d’infrazione, Giuseppe Conte conferma le indicazioni sulla propria strategia e cioè l’idea di usare un doppio registro, sulla scia di quanto fatto già lo scorso autunno: duro nella posizione politica, dialogante sui numeri.

Una strategia su cui c’è “c'è sintonia” nel Governo.

“Ho sentito anche Salvini prima che partisse per gli Usa. C'è un clima di rinnovata fiducia, un ottimo clima di dialogo: adesso dobbiamo lavorare nell'interesse dei cittadini italiani, dobbiamo affrontare questo passaggio per quanto riguarda l'avvio della procedura con assoluta unione, con unità di intenti, dobbiamo lavorare nella stessa direzione di marcia e dobbiamo scongiurare questa infrazione”, ha aggiunto infatti Conte a margine del Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Le Bourget (Parigi).

“Ma nello stesso tempo - ha rimarcato Conte - e di qui la ragione della lettera” che sta per inviare alla Commissione, “dobbiamo rivendicare un approccio critico da parte dell'Italia. L'Italia si dimostrerà più europeista degli altri Paesi nella misura in cui riuscirà a offrire un contributo critico e a rinnegare quel primato della finanza che negli ultimi anni sta assorbendo tutte le energie nel dibattito pubblico europeo”.

Secondo fonti di Palazzo Chigi, prima di premere il tasto invio alla lettera, Conte, Matteo Salvini e Luigi Di Maio si vedranno nel primo momento utile per un nuovo vertice che potrebbe tenersi già mercoledì. Oltre alla richiesta di rivedere le regole comunitarie (inclusa il tetto del 3%), la lettera che il premier invierà, prima di recarsi al Consiglio europeo del 20 giugno, chiederà parità di trattamento tra i vari Paesi membri.

L'Europa chiede, subito, almeno 3-3,5 miliardi e il premier, assieme al ministro del Tesoro Giovanni Tria, dovrà portare uno schema in cui quelle cifre siano nel bene o nel male inserite. Dall'esito di quella trattativa può derivare la tenuta stessa del governo. Nella lettera, il premier metterà nero su bianco la necessità di cancellare alcune discrasie penalizzanti per l'Italia, come il surplus tedesco o le tassazioni agevolate di alcuni Paesi membri ma, nei contatti che potrebbe avere nelle prossime ore con i "decision-maker" europei, non arriverà alla rottura.

Assicurando la volontà di andare incontro all'Ue già nell'assestamento di bilancio di fine giugno-inizio luglio, dove i risparmi di reddito di cittadinanza e quota 100 potrebbero essere utilizzati per tagliare il deficit (che per l'Italia viaggia comunque sul 2,2-2,1%). Il rischio è che non basti, e che si rendano necessari tagli alla sanità e agli enti locali che però, al momento, né la Lega né il M5S accetterebbero. Il vertice tra Conte, i suoi vice e Tria servira' anche a chiarire questi nodi.

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