La protesta dei tir nel Sud Italia per i costi del carburante continua e ormai le conseguenze sono evidenti in molti supermercati. Fiorello prova a ironizzare su una situazione che si fa sempre più complicata: “Siamo passati dal compro oro al compro lattuga 10 euro al chilo”. Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione lancia l’allarme e spiega che cosa sta succedendo nel concreto: “A Napoli e dintorni — racconta a Il corriere della Sera —, ci sono negozi vuoti. Ma i centri distributivi di Napoli e Cosenza sono pieni di merce, bloccata lì perché i camion non partono. Ci sono così quintali di cibo che deperiscono, frutta, verdura, latte, carne, prodotti che hanno bisogno di essere consegnati tutti i giorni per la loro deperibilità, e invece rischiano di andare a male. Quintali di pesce sono stati già buttati“.
La protesta degli autotrasportatori mette in ginocchio le produzioni del Sud. Ne sa qualcosa La Doria, gruppo che fattura 1.375 milioni, conta 15 siti produttivi in Italia ed è specializzato in alimenti italiani private label (con marca del distributore) a lunga conservazione, tra cui pomodoro, sughi pronti, legumi e pasta. “Da ieri, i nostri sette stabilimenti del Sud – spiega l’ad del gruppo Antonio Ferraioli a La Repubblica – sono completamente bloccati. Si tratta di cinque siti produttivi in provincia di Salerno, uno in provincia di Caserta e uno in provincia di Potenza. Siamo stati costretti – prosegue – a mettere momentaneamente circa 700 persone in ferie, la metà della nostra forza lavoro complessiva. Se la protesta andrà avanti, spariranno dagli scaffali di tutta Italia i prodotti del Sud e saranno sostituiti da beni esteri oppure provenienti da altre aree del Paese”.
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