Rai chiude il 2025 in utile ma il canone che pagano gli italiani in bolletta vale oltre il 60% dei ricavi
La Rai, come annunciato, ha chiuso il bilancio 2025 con 9,1 milioni di euro di utile, il primo dal 2017 e il migliore negli ultimi 8 anni. I ricavi invece non sono stati comunicati con la solerzia dell’utile, ma, cercando bene, si evince che sono circa 2,7 miliardi. Di questi 1,8 miliardi (66%) derivano dal canone che gli italiani pagano (per forza) nella bolletta elettrica.
Il resto, quindi meno di 1 miliardo (circa il 34%), arriva dalla raccolta pubblicitaria. Quanto al canone, in pratica 90 euro a nucleo familiare, vale praticamente come un abbonamento a Netflix e più di un abbonamento a Disney Plus o ad Amazon Prime. Ovviamente, dopo l’acquisizione di Prosieben in Germania, il fatturato di Rai e Mfe (la ex Mediaset) non è comparabile. Mfe nel 2025 ha esposto ricavi per 4 miliardi con circa 70 milioni di utile.
Sul fronte nazionale la Rai è in prima posizione per ricavi (con il canone non è una impresa impossibile anche se ha delle restrizioni di raccolta pubblicitaria e di affollamento), seguita da Sky e Mediaset con circa 2 miliardi per ognuna. Molto diverso il peso dei dipendenti che per Mediaset sono circa 3mila in Italia ( che salgono a 11 mila sommando Germania e Spagna), mentre per la Rai sono circa 12 mila a livello di gruppo. Un discorso a parte merita la controllata al 65% Rai Way che ha chiuso il 2025 con circa 88 milioni di utili. Di questi circa 50 milioni sono finiti alla capogruppo, la Rai.
Anche Mfe incassa proventi (12 milioni) da Ei Towers di cui controlla circa il 40%. Purtroppo l’operazione che tutti attendono da quasi 10 anni, ossia il merger tra Rai Way e Ei Towers pur avendo una forte valenza industriale, non è ancora stato realizzato anche se all’orizzonte ci sarebbe una accelerazione con Rai, F2i e Mfe che stanno cercando un accordo entro i 15 giugno.
Tra i nodi da sciogliere la struttura azionaria, governance e debito che per Ei Towers risulta più elevato. L’ad Rai Giampaolo Rossi punta alla vendita di asset immobiliari per 230 milioni di euro tra cui quelli, molto contestati, del famoso teatro delle Vittorie a Roma e della storica sede di Corso Sempione a Milano. Il debito Rai è pari a 585 milioni di euro in aumento rispetto ai 513 milioni del 2024.

