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Rcs, lo stipendio di Cairo piace a (quasi) tutti: ecco a chi no

All’assemblea Rcs il bilancio passa con numeri larghi. Più freddo il voto sui compensi: contrari fondi esteri e investitori istituzionali

Rcs, lo stipendio di Cairo piace a (quasi) tutti: ecco a chi no

Sì dai soci forti di Rcs, voto contrario da BlackRock, Vanguard e fondi pensione Usa

Gli stipendi passati e futuri di Urbano Cairo, del consiglio d’amministrazione di Rcs da lui presieduta e guidata, del collegio sindacale e dei suoi manager piacciono poco ai grandi investitori internazionali. Lo si scopre leggendo il verbale dell’assemblea del 7 maggio scorso del gruppo editore del “Corriere della Sera” chiamata fra l’altro ad approvare il bilancio del 2025. Se il bilancio è passato a maggioranza “bulgara” non così è avvenuto per il punto 2 all’ordine del giorno, la “Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi”, suddivisa tra una prima parte relativa ai compensi previsti nel 2026 e una seconda riguardante quelli erogati lo scorso anno, pari complessivamente a circa 7,2 milioni di euro, di cui 2,8 milioni riconosciuti a Cairo tra fisso e variabile. La relazione è stata predisposta dal comitato remunerazioni interno al consiglio d’amministrazione presieduto da Federica Caimi.

Il voto sul primo punto ha visto favorevoli i soci titolari di 881 milioni di azioni con voto pari al 91,5% dei diritti di voto totali. Quelli che hanno approvato sono in gran parte i cinque “soci forti” di Rcs, tra cui anzitutto lo stesso Cairo (65,7% dei diritti di voto), Diego Della Valle (8,2%) Mediobanca (7%), Unipol Assicurazioni (5,3%) e Pirelli(5,1). Contrari soci portatori di oltre 14 milioni di titoli (oltre l’1,5% del capitale, pari all’1,4% dei diritti di voto), fra i quali molti grandi fondi comuni esteri da Acadian a Blackrock, da Shwab fino a Vanguard. Ma a bocciare Cairo sono stati anche tre fondi italiani Eurizon-Fideuram (di Intesa Sanpaolo) e vari fondi pensione americani tra cui quelli dei poliziotti di Chicago e degli insegnanti dell’Illinois. Il copione s’è ripetuto, con percentuali di voto più o meno identiche, anche per il secondo punto della relazione.

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