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Banche salvate, Renzi: “Salvati correntisti e clienti”

Il premier: “L’atteggiamento del governo è quello che ha permesso di salvate 4 banche, i posti di lavoro, i correntisti”. Poi sul Jobs Act: “Creati 300mila nuovi posti di lavoro”

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene per la prima volta sul salvataggio di Banca delle Marche, Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti, salvataggio che ha comportato l’azzeramento dei risparmi in azioni delle banche stesse ed in obbligazioni degli istituti in possesso degli investitori. Il salvataggio è stato effettuato seguendo la nuova normativa (che ci equipara agli altri Paesi europei) che andrà in vigore dal prossimo primo gennaio. «È una questione molto delicata, l’atteggiamento del governo ha permesso di salvare 4 banche che altrimenti avrebbero chiuso. Ora stiamo studiando qualche forma di sollievo ad un particolare tipo di titolari di obbligazioni ma il punto centrale è che senza il nostro intervento le banche avrebbero chiuso» ha spiegato Renzi. «Il punto centrale – ha ripetuto Renzi – è che senza intervento del governo, avrebbero chiuso. L’intervento che stiamo studiando è per chi ha acquistato obbligazioni particolari e noi cerchiamo una soluzione, ce ne facciamo carico».

Renzi si è successivamente soffermato sul tema del lavoro: «Quello che fa la differenza è il segno più sugli occupati, sui posti di lavoro: 300.000 posti di lavoro in più, che sono soltanto l’inizio. Con il Jobs act, con le tasse che vanno giù saremo in grado il prossimo anno sempre di più di creare non solo posti di lavoro ma anche occasioni di ripartenza». Il premier ha poi risposto così a chi gli chiedeva chiarimenti sulle previsioni di crescita del Pil: «I dati sono dati, dopo 3 anni di segno meno quest’anno finalmente c’è un segno positivo nella crescita, che sia lo 0,7, lo 0,8, lo 0,9 ai fini della ripartenza cambia poco».

Il premier ha poi trattato il tema del prossimo Giubileo: «Da un punto di vista laico- organizzativo siamo molti convinti che faremo un grande lavoro per Roma e per i pellegrini che la visitano». Quanto al rischio delle minacce anche contro il Pontefice, il leader del Pd ha aggiunto: «Non è che finito il Giubileo il Papa va ad Avignone, il Papa è sempre a Roma. Senza sottovalutare nulla e con grande prudenza siamo molto orgogliosi che lui stia a Roma e che il Giubileo sia un’occasione in più ma che non cambia la sostanza delle cose. Roma è sempre Roma e menomale, evviva il Papa».

Il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, ha parlato da Rignano sull’Arno, suo paese natale, dove era andato per dare il via alla campagna «Italia Coraggio! Fatti non chiacchiere» che prevede circa 2000 banchetti del Pd in altrettante piazze italiane. Renzi è stato accolto da un gruppo di suoi ex concittadini, con i quali si è fermato a parlare, abbracciando conoscenti e facendosi fotografare con loro. Dopo essere entrato brevemente in una macelleria e nella farmacia sulla piazza, Renzi si è diretto al banchetto che è stato installato proprio davanti alla sede del Partito democratico, con intorno le bandiere del Pd. Nel gruppetto di persone che lo hanno salutato, anche il padre del presidente del Consiglio, Tiziano Renzi.