Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
“In questo momento non se ne esce e l’Italia è presa di mira più degli altri mercati per il peso enorme che hanno i titoli bancari sul nostro listino”. Massimo Gionso, consigliere delegato di CFO Sim spa, commenta con Affaritaliani.it il nuovo forte ribasso delle Borse europee. “Tutti eravamo convinti, e in parte siamo ancora convinti, di vedere una ripresa economica con numeri finalmente decenti nell’Eurozona. Questa crisi finanziaria potrebbe tarpare le ali alla ripresa e costringere i governi Ue a rivedere al ribasso le loro stime per il 2016. Comunque si tratta di una cosa momentanea e l’anno è ancora lungo. L’elemento positivo – spiega Gionso – è la politica della Banca Centrale Europea grazie alla quale non vediamo i disastri del 2011 sui titoli governativi. Se questa azione della Bce, lo spread probabilmente partirebbe al rialzo. Invece non c’è una sofferenza dal punto di vista del costo del debito pubblico e non ci sono ripercussioni negative sui Bpt”.
Secondo Gionso, comunque, “sui titoli bancari si sta esagerando, sembra proprio che sia in atto un attacco della speculazione internazionale sulle banche quotate a Piazza Affari. Strategicamente vedo la politica di Renzi sbagliata, se non quasi deleteria. Combattere in questo modo con l’Unione europea non è la scelta giusta e incrocio le dita se penso a quello che è accaduto nel 2011, spero proprio che non capiti nuovamente. Andare di petto in questo modo contro Bruxelles è controproducente anche perché l’Italia sta aspettando il via libera sulla bad bank, dopo tre anni di ritardo, e questo scontro allunga i tempi e mette in dubbio un ok che serve moltissime per sistemare il nostro sistema bancario. Il lavoro del ministro Padoan in questo senso rischia di essere inficiato da questa lite delederia con l’Ue. Deleteria per tutto il sistema Italia”, conclude Gionso.


