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Economia
Su Affari l'economista di Renzi. Un piano ambizioso. Per ora molto fumo

Ci sono tutti i debiti pregressi della Pubblica Amministrazione da saldare alle imprese, poi c'è l'assegno di sostegno universale ai disoccupati che dovrebbe riformare l'ammortizzatore Aspi introdotto dalla Fornero. Ancora, il taglio "a due cifre" del cuneo fiscale e contributivo delle imprese, il piano straordinario di edilizia scolastica che contribuirebbe a rilanciare l'edilizia a livello locale come anche gli interventi di messa in sicurezza del territorio. E ancora tanto altro. Tutte misure espansive che, sulla carta, contribuirebbero a dare una scossa alla domanda interna e, in ultima istanza, alla crescita del Pil.

Affaritaliani.it voleva capire a quanti miliardi ammonta in tutto la serie di interventi annunciati dal neo premier Matteo Renzi nei suoi discorsi alle Camere e per capirlo lo ha chiesto a Joram Gutgeld, uno degli economisti di riferimento del presidente del Consiglio. Peccato che le domande rimangano senza risposta, lasciando il sentore che quello di Renzi è sì una piattaforma programmatica ambiziosa, ma ancora fumosa, di difficile quantificazione e alla ricerca di coperture certe.

E' fattibile attuare un taglio del cuneo fiscale di 10 miliardi solo per il 2014, quando il governo Letta, anche per le difficoltà di reperire le necessarie coperture, l'aveva strutturato spalmandolo su un triennio?
"Direi di sì. Le risorse sono quelle che sono state in qualche modo già accennate e cioè le riduzioni di spesa corrente, un impatto del calo della spesa per interessi e, infine, una rimodulazione delle aliquote sulle rendite finanziarie", dice Gutgeld, ma non si capisce in che percentuali queste coperture concorrano a raggiungere il monte dei 10 miliardi necessari. Proviamo con un altra domanda, mentre di sottofondo c'è il forte audio dell'altoparlante di Montecitorio dov'è in corso la votazione sulla fiducia al Governo (sarà per quello forse che Gutgeld parla poco: il pessimo contesto della conversazione telefonica). E le risorse per gli interventi di messa in sicurezza del territorio o per le opere pubbliche a livello locale?
"Ci sono già risorse che sono state assegnate, ma che non sono state spese. Sul fronte degli investimenti ci sono risorse che bisogna sbloccare. Ferme per l'incapacità dei Ministeri di attivarle". Sempre la solita burocrazia che immobilizza il Paese. Ci riprovo, allora. Ma di quanti soldi, nel complesso, si sta parlando? Avete fatto dei calcoli? "Non lo so, bisognerà vedere. Non voglio e non posso dar cifre, perché è tutto da vedere. E' assolutamente prematuro. Bisogna fare un piano fatto seriamente. Mi può richiamare...".  E attacca il telefono.

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