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Un piano Fanfani dei dirigenti della PA per Renzi. Ecco come agganciare la ripresa

Un piano Fanfani, un piano pubblico che ha l’obiettivo immediato di far ripartire l’economia italiana che a sorpresa nel primo trimestre ha rinviato ancora l’appuntamento con l’agoniata ripresa tornando a decrescere. Messa nel mirino dai tagli del commissario per la spending review Carlo Cottarelli e del ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia, dalla  Pubblica Amministrazione la Confedir, la Confederazione autonoma dei dirigenti, quadri e direttivi della pubblica amministrazione, suggerisce al duo Renzi-Padoan una serie di misure concrete per innescare quella ripresa che non è ancora scattata. 

Come? Mettendo in sicurezza ed a norma le scuole e gli ospedali; ridisegnando la rete dei trasporti ; trasformando gli edifici pubblici inutilizzati in miniappartamenti per coppie giovani e attivando il servizio civile obbligatorio per i giovani della fascia 18-28 anni. Per non parlare della due riforme basilari da mettere subito in cantiere e cioè quella sul Fisco e sul bilancio di cassa per tutte le strutture pubbliche, centrali e periferiche. Insomma, rilanciando il lavoro pubblico, con spese finanziate al di fuori delle rigide europee di bilancio.

Ecco “alcuni”dettagli:
A ) ASPETTI GENERALI 
1): Stesura del Bilancio per cassa e non per competenza, per lo Stato e per tutti gli  Enti locali – Effetto : chiarezza assoluta degli impegni di spesa.

2) Riduzione dei Ministeri ed accorpamento dei Dipartimenti.

3) Unificazione degli uffici del Personale/Bilancio/Acquisti

4) Unico soggetto per l’agricoltura.

B) REGIONI e COMUNI: riduzione del 25% dell’indennità dei Consiglieri – Risparmio = 120 milioni/annui
C) COMUNI:  totale privatizzazione delle partecipate.
D) FISCO: riforma basata sul contrasto d’interessi tra il cittadino e il prestatore d’opera, unico mezzo per ridurre al minimo l’evasione fiscale
E) SCUOLA: – Rimodulazione dell’orario scolastico. RISPARMIO = 720 milioni/anno
                            – Nomina dei revisori dei conti nell’ambito del personale scolastico.RISPARMIO = 4 milioni/anno
                            – Revisione servizi terziarizzati . RISPARMIO = 110 milioni/anno
F) SANITÀ: – Riduzione del 50% del numero delle ASL. RISPARMIO = 80 miliardi/anno ( 600 stipendi di 600 “manager” DG, DS, DA, DSS.
                          – Chiusura/riconversione di 100 ospedali con meno di 100 posti letto . RISPARMIO = 2,5 miliardi di euro/anno ( 25 milioni/ospedale x anno )
                          – Revisione packaging  ed erogazione diretta dei farmaci per i pazienti    cronici. RISPARMIO = 15-30 milioni/euro/anno .

                         – Controllo almeno a campione degli esenti per reddito
                          – COSTI STANDARD anche per le COPERTURE ASSICURATIVE delle STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE
                          – CONTROLLI STRINGENTI per le STRUTTURE CONVENZIONATE

G) PENSIONI: Netta distinzione ( bilanci e gestione ) tra previdenza ed assistenza; quest’ultima deve essere a carico esclusivo della fiscalità generale.
                             – Nel 2012 le entrate da contributi ammonavano a 208 miliardi, mentre il valore complessivo delle pensioni pagate dall’INPS e’ stato di 265 miliardi, con uno sforamento di 58 miliardi. Ma se l’assistenza ne costa72, siamo proprio sicuri che il bilancio previdenziale sia in rosso?
                             – Lotta alle ” VERE PENSIONI D’ORO” ossia a quelle non sostenute da reali versamenti contributivi per tempi congrui
                             – Modifica della legge DINI inerente la pensione di reversibilità.
                             – Reale politica per la PREVIDENZA INTEGRATIVA
                             – Rivalutazione reale per “tutte” le PENSIONI
                             – Defiscalizzazione delle PENSIONI in rapporto alll ‘ ETA’ come avviene nei principali paesi europei.
 I TAGLI si realizzano eliminando i  particolari privilegi dei dipendenti di camera , senato, Quirinale,Banca Italia, corte costituzionale che- tra scatti,   automatismi e contributi figurativi- lasciano il posto ben prima rispetto alla media italiana. e che, come se ciò non bastasse, con il recente rinnovo del contratto di lavoro hanno ottenuto congrui ed ingiustificati aumenti.

H) CONSULENZE: – Eliminare la gran parte dei 500 Mila consulenti ( il più delle volte amici o amici degli amici ) che, dalla PdCM al più sperduto Comune,  passando per Ministeri, Regioni, Province,  ASL, Università e Scuole, costano oltre 2 miliardi/anno!

Non si può pensare di risolvere i problemi strutturali dell’Italia focalizzando l’attenzione solamente sulla P.A.  e sui pensionati. I veri sprechi in Italia, sono rappresentati dalle Agenzie, dagli ENTI inutili (es. Comunità montane a livello del mare!) dalle partecipate, dalle camarille nei bandi pubblici , dai ricatti sui precari, dall’incertezza del diritto e dalle Province e dalle Regioni a statuto speciale, che non hanno più ragion d’essere.
 
Insomma, in Italia i più importanti sprechi sono costituiti dagli  eccessivi costi della burocrazia, dalla insufficiente lotta alla evasione/elusione fiscale e dai costi, diretti e indiretti della politica, se e’vero come e’vero, che di politica in Italia vivono oltre 1,3 milioni d’individui con un costo di circa 14miliardi/annui, al netto delle ruberie e degli intrallazzi che , dice la Corte dei Conti, costano oltre 60 miliardi /annui.