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Economia
I soldi si fanno con il fast fashion: è Mr Zara il paperone della moda

A quanto pare il fast fashion rende più ricchi del lusso. Lo certifica il ranking annuale del Bloomberg markets magazine, che sarà pubblicato integralmente sul numero di dicembre, sui paperoni del mondo della moda.

A guidare la classifica c'è ancora il signor Zara, lo spagnolo Amancio Ortega, che guida il colosso Inditex grazie al quale ha accantonato un patrimonio di ben 59,3 miliardi di dollari (circa 47,2 miliardi di euro al cambio di ieri). Gruzzoletto che gli ha fatto anche guadagnare la quarta posizione tra gli uomini più ricchi del mondo.

Ma se la 'vittoria' di Ortega non è una novità, quello che dovrebbe far riflettere i signori del lusso è che sul podio, al terzo posto, dopo Liliane Bettencourt, erede della dinastia L’Oréal (31,2 miliardi di dollari, circa 24,8 miliardi di euro), c'è un altro esponente della moda low cost: Stefan Persson. Il numero uno di H&M può vantare infatti un patrimonio di 29,2 miliardi di dollari (circa 23,2 miliardi di euro), superiore a quello di Bernard Arnault, che resta così fuori dal podio. Il patron di Lvmh ha infatti 'appena' 28,9 miliardi di dollari (circa 23 miliardi di euro).

Bernard Arnault 500Bernard Arnault
 

Quanto all'Italia, un solo esponente figura nella top ten della prestigiosa classifica e si tratta di Leonardo del Vecchio, 39esimo uomo più ricco al mondo con 18 miliardi di dollari (14 miliardi di euro).

Dalla classifica del Bloomberg markets magazine viene fuori anche un altro dato importante: la crisi c'è e colpisce tutti indistintamente. Anche se parliamo di capitali considerevoli, infatti, tutti i paperoni in questione hanno visto assottigliarsi il proprio gruzzoletto rispetto al 2013. Unica eccezione Phil Knight, co-fondatore e presidente di Nike, che con i suoi 21,6 miliardi di dollari (17,2 miliardi di euro) è riuscito a battere la crisi.

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