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Economia
Ripresa, anche l'Ocse vede rosa: su le stime per l'Italia

Buone notizie per Matteo Renzi anche dall'Ocse. Migliorano le stime di crescita per l'economia italiana: e' quanto si evince dalle tabelle contenute nell'Interim Economic Assessment dell'Organizzazione di Parigi. Mentre si conferma che il 2014 per il nostro Paese si e' chiuso in recessione (-0,4%), per il 2015 e' prevista una crescita del Pil dello 0,6% in miglioramento di 0,4 punti rispetto all'Outlook Ocse di novembre (+0,2%). Per il 2016 si prevede un +1,3% contro l% di novembre, con un miglioramento quindi di 0,3 punti.

"I bassi prezzi del petrolio e gli effetti del quantitative easing da parte della Bce costituiscono dei nuovi, importanti e positivi fattori di crescita per spiegare la revisione al rialzo delle stime sulla crescita economica dell'area euro", spiegano gli esperti, precisando che "questo fornisce un'opportunita' per l'area euro di evitare un prolungato periodo di stagnazione, mercati del lavoro deboli e inflazione troppo bassa".

In generale, dunque, migliorano le stime di crescita per i paesi dell'Unione Europea mentre peggiorano le prospettive economiche di Cina e Brasile, laddove si conferma la solida ripresa degli Stati Uniti. L'Interim Economic Assessment dell'Ocse prevede per l'Eurozona una crescita dell'1,4% nel 2015, in accelerazione rispetto al +0,9% del 2014. Si tratta di una revisione al rialzo di 0,3 punti rispetto al +1,1% previsto nell'Economic Outlook di novembre. Per il 2016 si prevede per l'area euro una crescita del 2% nel 2016 (+1,7% secondo le stime di novembre).

Corre in particolare la Germania che, dopo aver chiuso il 2014 con un +1,6%, e' prevista in espansione dell'1,7% nel 2015 (+1,1% secondo le stime di novembre) e del 2,2% nel 2016. Revisione al rialzo anche per la Francia che, dopo essere cresciuta dello 0,4% nel 2014, segnera', secondo l'Ocse, incrementi del Pil pari all'1,1% al 2015 e all'1,7% e nel 2016 (+0,8% e +1,5% secondo l'Economic Outlook scorso), mentre subisce una lieve correzione al ribasso (-0,1%) il dato sul Regno Unito (+2,6% nel 2015, lo stesso dato del 2014). Male il Brasile la cui economia, dopo la crescita zero del 2014, e' prevista in contrazione dello 0,5% nel 2015, una drastica revisione al ribasso rispetto al +1,5% previsto nell'outlook. Revisione al ribasso dello 0,1% anche per la Cina (+7% nel 2015, in frenata rispetto al +7,4% del 2014, e +6,9% nel 2016), mentre migliorano le prospettive di Giappone (dopo una crescita zero nel 2014 +1% nel 2015 e +1,4% nel 2016 da confrontare con il +0,8% e il +1% calcolati a novembre) e India (+7,7% nel 2015, con una revisione al rialzo di ben 1,3 punti, e +8% nel 2016, con una revisione al rialzo di 1,4 punti, dopo il +7,3% segnato nel 2014)

Le prospettive di crescita delle maggiori economie avanzate appaiono in "leggero miglioramento" ma le stime puntano comunque su un'espansione "moderata piuttosto che rapida" del Pil mondiale, soggetta peraltro a "rischi relativi alla stabilita' finanziaria". E' quanto si legge nell'Interim Economic Assessment dell'Ocse. "I bassi prezzi del petrolio stimoleranno la domanda globale e hanno creato le condizioni perche' molte banche centrali abbassassero i tassi di interesse", osserva l'organizzazione di Parigi, sottolineando "l'iniziativa coraggiosa e senza termine prefissato della Bce".  "I venti favorevoli creano un'opportunita' per l'area euro e il Giappone di tornare a tassi di crescita in qualche modo piu' forti e, in generale, i piu' recenti indicatori sono incoraggianti", prosegue l'Ocse, che segnala la "ripresa ciclica" in corso negli Usa e una Cina dove "la crescita sta rallentando", tanto che l'India appare "destinata a crescere piu' velocemente di Pechino nei prossimi due anni". Prospettive piu' deboli, infine, per "gli esportatori di petrolio e di materie prime". "Ad ogni modo", avverte l'organizzazione di Parigi, "l'inflazione e i tassi di interesse straordinariamente bassi creano un crescente rischio di instabilita' con una propensione al rischio e all'indebitamento guidata piu' dalla liquidita' che dai fondamentali". "Inoltre, i tassi di crescita previsti restano troppo bassi per ricostruire e riattivare i mercati del lavoro", si legge ancora nel rapporto, che invita i governi ad attuare "riforme strutturali che diano sostegno sinergico alla politica monetaria" in quanto "seppure le banche centrali restino il fulcro della ripresa, bisogna evitare di affidarsi esclusivamente alla politica monetaria per gestire la domanda" allo scopo di "mitigare" i rischi per la stabilita' succitati.

 

 Ocse: migliorano stime crescita Ue, rallentano Cina e Brasile
(AGI) - Roma, 18 mar. -

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ripresaocsepoilcrisicrescitapil italia
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