Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Ripresa, Marcegaglia ad Affaritaliani.it: “Gli 80 euro non hanno aiutato la crescita”

Ripresa, Marcegaglia ad Affaritaliani.it: “Gli 80 euro non hanno aiutato la crescita”

Ripresa, Marcegaglia ad Affaritaliani.it: “Gli 80 euro non hanno aiutato la crescita”
Il presidente della Confindustria Europea Emma Marcegaglia analizza lo stato di salute dell’economia italiana, spiega la sua ricetta per una ripresa stabile del Pil e come stanno cambiando le aziende del nostro Paese

di Andrea Deugeni
twitter11
@andreadeugeni

La proposta del M5S del reddito di cittadinanza? “Se poi la gente non ha un lavoro, alla fine risparmia e non spende. Lo abbiamo visto anche con gli 80 euro del bonus Irpef in cui, di fronte all’incertezza, le persone hanno preferito risparmiare, non rimettendoli in circolo. Meglio incentivare l’occupazione, tagliando le tasse sul costo del lavoro. Solo se lavora, la gente ha la tranquillità per spendere”. Lo spiega in un’intervista ad Affaritaliani.it Emma Marcegaglia, presidente di Business Europe, la Confindustria europea, e dell’Eni. L’imprenditrice analizza lo stato di salute dell’economia italiana, spiega la sua ricetta per una ripresa stabile del Pil e come stanno cambiando le aziende del nostro Paese.

L’INTERVISTA

Come ha letto il dato sulla produzione industriale di gennaio, a sorpresa negativo? Era da un po’ che si parlava di ripresa, grazie al basso prezzo del petrolio e all’euro in calo sul dollaro e con la Germania che ha ripreso a correre. E invece…
“Innanzitutto gennaio è un mese un po’ particolare, perché è condizionato da molte ferie. Si ricomincia a lavorare intorno al sette, otto gennaio: quindi i giorni lavorati sono minori rispetto alla media. Detto questo, il mese non ha segnato una discontinuità rispetto al trend. Per quanto riguarda la confidence, qualche piccolo segnale di un miglioramento della situazione si sente. Però, è ancora tutto da verificare. Vedremo a febbraio, visto che le stime di Confindustria, che sono state riviste, preannunciano un miglioramento. Direi che sicuramente c’è voglia di ripresa. Per ora, i dati sono ancora un po’ bassi”.

emma marcegaglia ape (2)
 

A cosa si riferisce quando parla di piccoli segnali?
“Nei settori che seguo da vicino, come l’acciaio e l’energia, riscontro un incremento nelle vendite dell’acciaio a tutti i settori e nei consumi di gas. L’impressione è che il Pil italiano non andrà più giù e che la crescita arriverà a breve”.

Conferma quindi, quel dato dell’ultimo trimestre del 2014 in cui l’Istat ha registrato una crescita zero
“L’impressione è questa. La situazione si è stabilizzata. Su questo, dovremmo aver fatto floor. Il prossimo dato sul primo trimestre dovrebbe esser positivo. Non un numero stravolgente, ma leggermente positivo”.

E la congiuntura in Europa? L’Italia sembra l’unica ancora a soffrire…
“E’ vero, la Germania sta marciando. Quest’anno crescerà del 2%. L’Est Europa non sta andando male. La Francia non va molto bene, ma meglio dell’Italia. La Gran Bretagna corre con un +3% di incremento di Pil. Credo che il dato medio sulle previsioni di crescita dell’Italia per quest’anno, che viaggia intorno allo 0,4-0,5%, alla fine sia più alto. Non di tantissimo, ma maggiore. Però, un deciso miglioramento arriverà solo nella seconda parte dell’anno”.

Ma davvero l’impresa italiana, per dirla alla Renzi, sta “cambiando verso“? Registra un miglioramento strutturale o l’incremento del Pil sarà solo un dato dovuto all’effetto contabile di minori costi energetici e di prezzi di vendita inferiori grazie alla maggiore competitività dell’euro?
“In questi anni, un po’ tutte le imprese hanno fatto efficienza. Se si vanno ad osservare nel tempo i dati sull’export italiano, il singolo valore delle nostre esportazioni è aumentato. Probabilmente c’è un leggero spostamento verso prodotti a maggior valore aggiunto e una quota maggiore di esportazioni soprattutto verso Paesi extra-europei. Un po’ di trasformazione strutturale del sistema industriale italiano è in corso. C’era già prima dello scoppio della crisi, ma poi la recessione l’ha bloccata. Anzi, ha fatto un po’ regredire il sistema. L’impressione è che adesso potrebbe riprendere. Servono integrazioni. Gli ultimi dati dimostrano anche che le imprese italiane investono in innovazione più di quello che sembra. E’ un dato interessante: le piccole aziende spesano l’investimento in ricerca e in innovazione e non lo mettono a investimento. Quindi, il dato generale viene sottostimato. C’è più capacita nelle imprese italiane di quanto appaia”.

*BRPAGE*

20150313 170755
 

Bene, quindi, il trend di cambiamento in atto dal lato dell’offerta, ma la domanda interna è ancora bassa…
“Le imprese si stanno muovendo, ma la domanda interna è ancora convalescente”.

Bisogna attendere ancora gli effetti espansivi della legge di Stabilità 2015…
“Sì, ma bisogna abbassare ancora le tasse sul costo del lavoro e alle persone”.

Cosa pensa a questo riguardo della proposta del M5S di introdurre un reddito di cittadinanza? Ci sono delle convergenze con il Pd e sarebbe un autentico toccasana per la ripresa della domanda interna…
“Sì, ma abbiamo i soldi per farlo? Al di là dei 15 miliardi che servirebbero per finanziarlo, bisogna valutare bene il trade-off fra quanto costa allo Stato e quanto realmente potrebbe servire all’economia. Più che il reddito di cittadinanza, bisognerebbe incrementare l’occupazione. Ridurre ulteriormente il costo del lavoro. Se lo Stato introduce un reddito di cittadinanza, ma poi la gente non ha un lavoro, alla fine le persone risparmiano e non spendono. Lo abbiamo visto anche con gli 80 euro del bonus Irpef in cui, di fronte all’incertezza, la gente ha preferito risparmiare, non rimettendo i soldi in circolo. Più che reddito di cittadinanza, forse bisognerebbe incentivare l’occupazione. Solo la gente che lavora poi a fine mese ha la tranquillità per aumentare spese e investimenti. Quindi, serve un taglio delle tasse e del costo del lavoro. Perché è solo questo che alla fine sostiene la crescita e che fa sì che le imprese tornino ad assumere”.