Il calendario nazionale consente dal 15 ottobre l’accensione dei termosifoni nei Comuni della zona climatica E, ma diverse città hanno scelto di rinviare la partenza degli impianti. A Torino bisogna aspettare fino al 19 ottobre, mentre a Brescia l’accensione è stata spostata al 22 ottobre. A Bologna, Modena e in numerosi Comuni dell’Emilia-Romagna la stagione termica inizierà invece il 1° novembre.
Riscaldamenti 2026, quando partono a Torino e Brescia
A Torino l’avvio degli impianti è stato spostato da giovedì 15 a lunedì 19 ottobre. La decisione è stata presa considerando le temperature ancora elevate per il periodo. Una volta terminato il rinvio, i riscaldamenti potranno funzionare per un massimo di 13 ore al giorno, tra le 5 e le 23. Negli edifici residenziali la temperatura massima indicata è di 19 gradi, con la tolleranza prevista dalla normativa.
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A Brescia il rinvio è più lungo. Il Comune ha stabilito che gli impianti non possano essere accesi prima di giovedì 22 ottobre, sempre per le temperature superiori alle medie stagionali. Anche qui valgono limiti sugli orari e sulla temperatura interna degli edifici.
Riscaldamenti 2026: Bologna e Modena aspettano novembre
In Emilia-Romagna il rinvio deriva anche dalle misure regionali adottate per ridurre l’inquinamento atmosferico. Nei Comuni delle zone di Pianura Ovest, Pianura Est e nell’agglomerato di Bologna la stagione termica parte il 1° novembre 2026.
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Bologna ha recepito la disposizione con un’ordinanza comunale. Anche a Modena i termosifoni potranno essere accesi regolarmente dal 1° novembre e fino al 15 aprile, per un massimo di 13 ore al giorno. Restano previste deroghe per ospedali, case di cura, scuole e altri edifici con esigenze specifiche.
Riscaldamenti 2026: a Milano accensione consentita dal 15 ottobre
Milano non ha rinviato la partenza degli impianti. Dal 15 al 30 ottobre i termosifoni possono essere accesi per un massimo di otto ore al giorno, meno rispetto al limite ordinario previsto per la zona climatica E. Dal 31 ottobre l’orario può essere esteso.
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Le amministrazioni locali possono modificare nuovamente le date se le condizioni meteorologiche cambiano. Prima di accendere l’impianto conviene quindi controllare le indicazioni pubblicate dal proprio Comune.
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