Da oggi, 15 ottobre 2026, può partire il riscaldamento nei Comuni appartenenti alla zona climatica E, che comprende Milano, Torino e numerose città del Centro-Nord. La normativa nazionale permette di tenere gli impianti accesi fino a 14 ore al giorno tra le 5 e le 23. I Comuni possono però introdurre limiti più severi.
Riscaldamenti 2026, dove si possono accendere i termosifoni dal 15 ottobre
Il calendario nazionale divide l’Italia in sei zone climatiche, dalla A alla F, sulla base dei cosiddetti gradi giorno. La zona E può accendere gli impianti dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere. Ne fanno parte numerosi Comuni del Nord e delle aree interne del Centro. Tra le principali città rientrano Milano e Torino.
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Gli orari possono essere suddivisi nell’arco della giornata, ma l’accensione deve normalmente avvenire nella fascia compresa tra le 5 e le 23. Per la zona D la stagione parte invece il 1° novembre, con un massimo di 12 ore giornaliere. La zona C inizia il 15 novembre, mentre le fasce più miti devono attendere dicembre.
Riscaldamenti 2026, quanti gradi si possono tenere in casa
La normativa nazionale stabilisce per le abitazioni una temperatura massima media di 20 gradi, con una tolleranza di due gradi. Per gli edifici industriali e artigianali il limite ordinario è più basso. Le regole valgono sia per gli impianti centralizzati sia per quelli autonomi, fatte salve le deroghe previste per determinate strutture e situazioni.
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Ospedali, case di cura e altri edifici con esigenze specifiche possono essere soggetti a regole differenti. I sindaci possono inoltre modificare il calendario quando le condizioni meteorologiche lo rendono necessario.
Riscaldamenti 2026, a Milano massimo otto ore fino al 30 ottobre
Milano applica per la prima parte della stagione termica limiti più restrittivi. Dal 15 al 30 ottobre gli impianti possono funzionare per un massimo di otto ore al giorno, nella fascia tra le 5 e le 23. Dal 31 ottobre il limite sale a 13 ore giornaliere.
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La temperatura prevista dal Comune è di 19 gradi, con una tolleranza di due gradi. L’autorizzazione ad accendere i termosifoni non obbliga comunque condomini e famiglie a farlo immediatamente. Negli edifici con riscaldamento centralizzato saranno gli amministratori a regolare l’avvio e gli orari nel rispetto delle disposizioni locali.
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