Ieri nella cornice di villa Erba, a Cernobbio, in provincia di Como, è partita la quarta edizione del Digital Innovation Forum dal titolo: “L’Europa del fare innovazione“. Una manifestazione in programma dal 14 al 16 ottobre che riunisce istituzioni, imprese, università e protagonisti della trasformazione tecnologica. Tra gli ospiti anche Prof. Gabriele Pao-Pei Andreoli, presidente dell’Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC), fondatore della Quantum Balkan Initiative e External Advisor to the Minister of Economy and Innovation of the Republic of Albania. Ha partecipato come relatore sui temi delle tecnologie quantistiche, della quantum AI e della pubblica amministrazione, spiegando come “il futuro tecnologico richiede competenze scientifiche, responsabilità istituzionale e attenzione alla dignità umana”.
Il messaggio del Santo Padre
Ad aprire i lavori del Forum un messaggio del Santo Padre. Nel testo proiettato in sala, datato 14 ottobre e firmato dal cardinale Pietro Parolin, il Pontefice ha esortato a favorire “un servizio sempre più autenticamente rispettoso dell’integrità della persona umana”, sottolinea Andreoli su Daily Cases Magazine. E non solo: ha incoraggiato l’applicazione della conoscenza per il bene dell’umanità, inviando ai partecipanti la Benedizione Apostolica. Il messaggio ha richiamato l’invito, già espresso per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, a costruire una “cittadinanza digitale consapevole e responsabile”. Un compito che coinvolge industria tecnologica, legislatori, mondo accademico, professioni creative, giornalisti ed educatori. Nessun settore può affrontare da solo la responsabilità di questa trasformazione. “Per chi lavora nella ricerca e nella cooperazione internazionale, queste parole invitano a interrogarsi non soltanto su ciò che una tecnologia permette di realizzare, ma su chi ne beneficia, chi rischia di rimanerne escluso e chi risponde delle sue conseguenze”, sottolinea ancora Andreoli nella sua analisi.
I messaggi di Butti e Urso
Al messaggio pontificio è seguito il videointervento di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, che ha richiamato il valore dell’interdisciplinarità e l’impatto delle nuove tecnologie. Secondo Andreoli questa è un’attenzione “essenziale”, perchè “ricerca, formazione e sistema produttivo devono potersi confrontare sulle opportunità economiche e sulle implicazioni sociali dell’innovazione”. “Ho seguito con particolare interesse anche la successiva intervista al senatore Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica. Per me, il valore di questo dialogo risiede nella possibilità di avvicinare la visione tecnologica alla responsabilità delle decisioni pubbliche. L’Europa del ‘fare’ deve saper tradurre le proprie ambizioni in collaborazione, investimenti e risultati comprensibili ai cittadini. Competitività e responsabilità non sono obiettivi contrapposti: devono rafforzarsi reciprocamente“, spiega Andreoli sulle pagine di Daily Cases Magazine.
Quantum, AI e pubblica amministrazione
Il 15 ottobre Andreoli presiderà e modererà il tavolo sulle tecnologie di frontiera dedicato a quantum computing, supercalcolo e blockchain. “L’attenzione alla quantum AI — l’incontro tra tecnologie quantistiche e intelligenza artificiale — si accompagna alla domanda su come preparare le istituzioni a queste trasformazioni. È una prospettiva che sviluppo in The Post-Quantum Constitution: il progresso tecnologico deve essere accompagnato da garanzie per la dignità della persona, il giudizio umano e la responsabilità di chi esercita il potere. La fiducia va costruita fin dalla progettazione, non richiesta soltanto al momento dell’adozione”, spiega il professore. “Per la pubblica amministrazione, ritengo essenziale distinguere le potenzialità della ricerca dalle soluzioni effettivamente disponibili. Occorre formare competenze, proteggere le informazioni e mantenere comprensibili e verificabili le decisioni. Quando si tratta dell’accesso a un servizio o dell’utilizzo dei dati dei cittadini, l’efficienza non può essere l’unico criterio”, sottolinea ancora Andreoli.
Il 21 ottobre a Roma, il 22 in Vaticano
Queste riflessioni accompagnano il cammino verso Multiverse of Trust in the Quantum Era, l’appuntamento IASC World Changers previsto il 22 ottobre 2026 alla Casina Pio IV, nella Città del Vaticano. L’incontro è dedicato al rapporto tra tecnologie di frontiera, fiducia e sviluppo umano, attraverso il confronto tra ricerca, innovazione e istituzioni. “Per noi, costruire fiducia significa creare le condizioni perché persone di discipline, culture e sensibilità diverse possano lavorare insieme, con rispetto per le evidenze e apertura al dialogo. Non chiediamo alla scienza di ridurre la propria ambizione, ma di mantenerla in relazione con i bisogni delle persone”, specifica Andreoli.
“Il 21 ottobre, a Roma, nella basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti, noi World Changers dedicheremo al Santo Padre una speciale preghiera per la sua guarigione, alla vigilia dell’incontro in Vaticano. Sarà un momento di raccoglimento, gratitudine e vicinanza, unendoci a quanti in questi giorni pregano per la sua salute e per la sua missione”, annuncia il professore. “Da Cernobbio al Vaticano, porteremo con noi questo impegno: trasformare la conoscenza in un bene condiviso. La fiducia si costruisce quando la centralità della persona diventa riconoscibile nelle nostre scelte”, conclude Andreoli nella sua analisi.
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