
Cipro è già alle spalle? Niente affatto. Nicosia rappresenta ancora un rischio per l’Eurozona. E, nonostante la quarantena imposta da Bruxelles, il rischio contagio esiste. Lo sostiene il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble parlando al Parlamento tedesco. “Se Cipro dovesse andare in bancarotta, ci sarebbe un rischio contagio. E i Paesi più esposti sarebbero Spagna e Italia”. il defaultè un’eventualità non ancora scongiurata: “Se non aiutiamo Cipro, la nazione sarà costretta inevitabilmente ad affrontare il fallimento“. Con la tempesta europea che, a quel punto, si dirigerebbe verso Roma e Madrid.
Schaeuble ha chiesto quindi al Bundestag di approvare gli aiuti a Cipro. Il ministro ha ricordato ai parlamentari tedeschi che in Irlanda e Portogallo drastiche riforme unite agli aiuti internazionali hanno fatto salvato paesi fortemente indebitati. “Entrambi – ha detto – hanno fatto enormi sforzi e stanno rispettando gli impegni previsti dai rispettivi piani di salvataggio e sono sulla buona strada”.
Italia e Spgna “un momento molto difficile”, ma “non c’è alternativa alla strada delle riforme“. Come a dire che la Germania non allenterà la pressione sui “discoli” mediterranei.
Il possibile contagio è stato però smentito dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. “Diamo il senso della misura alle cose: già ci siamo fatti mettere all’angolo da un paese che rappresenta il 2% dell’Europa e siamo riusciti a fare un casino del diavolo non avendolo affrontato nel modo e nel momento giusto. Adesso non rifacciomolo con un micro-problema come quello di Cipro”. Non solo una rassicurazione. Anche un chiaro riferimento alle responsabilità tedesche. Angela Merkel è stata tra i fautori di quel prelievo forzoso, prima annunciato, poi smentito e infine corretto, che ha diffuso preoccupazione in Europa. Un “casino”, come lo ha definito lo stesso Passera, di certo sproporzionato rispetto al peso di Cipro sull’economia dell’Ue.
