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Risiko/ Bpm e Banco vicine alle nozze con la benedizione di Padoan

Secondo alcune fonti, l’aggregazione Bpm-Banco sarebbe vicina alla realizzazione con il benestare del governo. Il motivo? Più veloce da realizzare rispetto alla fusione Bpm-Ubi Banca. Intanto, Mps rivede l’utile dopo 5 anni

Banca Popolare di Milano e Banco Popolare sono più vicine a un’aggregazione alla pari che vedrebbe ora il benestare del governo. Lo riferiscono diverse fonti, secondo cui l’operazione sarebbe l’opzione preferita dai vertici di entrambi gli istituti, che si sono recati ieri in visita al Tesoro, rispetto ad altre ipotesi, come quella di una fusione Bpm-Ubi con sullo sfondo anche Mps. L’aggregazione Bpm-Banco risulterebbe più velocemente realizzabile sotto diversi aspetti, anche di governance.

Intanto, il Monte dei Paschi di Siena rivede l’utile dopo 5 anni di perdite (ultimo bilancio positivo nel 2010), archiviando il 2015 con un risultato netto positivo per 390 milioni di euro. Numeri diffusi a mercato chiuso. L’utile netto di esercizio pari a circa 390 milioni di euro include l’effetto positivo della contabilizzazione a “saldi chiusi” dell’operazione Alexandria, effettuata su richiesta della Consob a fine anno, pari a circa 500 milioni.

Escluso questo effetto, il risultato netto è negativo per 110 milioni di euro anche a seguito di alcune poste straordinarie registrate nell’ultimo trimestre, tra cui i costi di chiusura dell’operazione Alexandria e il contributo straordinario al Fondo di risoluzione del sistema bancario, per il salvataggio delle quattro banche.

Il margine d’interesse è ammontato a circa 2,26 miliardi (+5,4% anno su anno), grazie al minor importo medio dei Monti bond e alla riduzione del costo della raccolta. Gli effetti positivi sono parzialmente compensati dal calo degli impieghi fruttiferi medi e dalla flessione del rendimento del portafoglio. Il contributo del quarto trimestre è pari a circa 0,54 miliardi. Male il titolo in Borsa: a fine seduta ha lasciato sul terreno il 5,8%.