Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Joycare ora conquista i Paesi emergenti. Made in Italy, turnover di successo

Joycare ora conquista i Paesi emergenti. Made in Italy, turnover di successo

Joycare ora conquista i Paesi emergenti. Made in Italy, turnover di successo
Joycare 1
 

Se c’è qualche cosa che non manca a Daniel Rizzo è l’ottimismo. Sì perchè in anni di deindustrializzazione verso i nuovi mercati, questo imprenditore che viene dall’Uruguay ha accettato la sfida di rilanciare il marchio italiano Joycare e di investire, tra le altre cose, su alcuni prodotti made in Italy, primo tra tutti il termometro hi-tech Fidati.

Quando ha preso in mano, nel 2009, le redini del comando acquisendo l’azienda, la precedente proprietà era finita in un vicolo cieco, ma il marchio aveva ancora la sua riconoscibilità nel settore dei piccoli elettrodomestici e della cura della persona. Il fatturato era sceso a 5 milioni ed i precedenti imprenditori avevano volentieri ceduto la mano. Daniel Rizzo, amministratore unico di Joycare Spa, ha rilanciato investendo sui nuovi prodotti, nuovi settori, tra cui prima infanzia e beauty professionale, e su nuovi mercati. Soprattutto, ha iniziato a riportare alcune importanti produzioni in Italia dalla Cina, dove la stragrande maggioranza dei produttori realizzano gli articoli.

Il nostro obiettivo? Raggiungere i 50 milioni di euro di fatturato nel 2016, con un ebit del 15%”. La cura di Rizzo è servita, perchè l’azienda è tornata a crescere e oggi conta 16 dipendenti con età media 35 anni, cui si aggiungono circa 60 agenti commerciali che lavorano fra l’Italia e le filiali estere. Ha un fatturato di 12 milioni di euro, con crescita a doppia cifra, con previsione di aumento a due cifre per il 2015. L’azienda ha lanciato nuovi marchi oltre al marchio ammiraglia Joycare, come Joyello, Exalta, Joycare Pharma, Joycare Baby, mentre la novità del 2015 sarà l’ingresso nel mondo dei piccoli elettrodomestici. I cataloghi si sono arricchiti di prodotti per il benessere, per l’estetica professionale, per la salute, per i bambini, per la casa.

L’azienda è passata quindi da un mercato per il 97% legato al canale dell’elettrodomestico, settore ad alto rischio in Italia, a una inedita molteplicità di canali con forte orientamento all’export: oggi il 70% del fatturato è sviluppato fuori Italia. Il break even si è abbassato da 7,5 milioni di euro a 5 milioni di euro, con conseguente aumento dei margini operativi. “Solo nel 2014 sono stati investiti ben 3 milioni di euro in nuovi prodotti – spiega Rizzo – di cui 400-500mila euro in ricerca & sviluppo. Le gamme si rinnovano di continuo: nel giro di tre anni tutti i prodotti vengono sostituiti con altri nuovi”.

*BRPAGE*

La nuova proprietà ha portato con sé una forte spinta allo sviluppo dei mercati internazionali, trasformando quella che prima era una realtà provinciale in azienda internazionale. I marchi dell’azienda sono distribuiti attraverso 5 filiali indipendenti in mercati emergenti ed strategici, Uruguay, Spagna, Bulgaria, Arabia Saudita e Brasile, cui nel 2015 si aggiungerà l’Egitto. La strategia per i paesi emergenti, infatti, è quella di controllare direttamente, per quanto possibile, lo sviluppo del business nei mercati di riferimento. In altri 28 paesi la distribuzione avviene attraverso partnership e importatori. Tra i mercati più interessanti c’è l’Arabia Saudita: in un solo anno Joycare è diventata già un brand leader per indice di qualità percepita. Si prevede che il fatturato sviluppato in questo paese salga da 1 milione del 2013 a 6 milioni di euro entro la fine del 2015.

Con le filiali in Spagna e Bulgaria, paesi strategici, Joycare punta a gestire direttamente i rispettivi mercati, arrivando da sola al consumatore finale e facendo leva, tra l’altro, sui punti vendita propri aperti nei principali centri commerciali di Madrid e Sofia. Nei due Paesi è in corso lo sviluppo di una distribuzione mirata a 360° verso il cliente finale, senza intermediazione del trade. Non meno importante è il mercato dell’Egitto, dove i brand del gruppo sono in forte crescita: si parla di un incremento del business del 300% rispetto al 2013. Il 2014 è anche l’anno della filiale in Brasile, un mercato vastissimo e strategico, dove Joycare è già presente da 4 anni attraverso importatori. Utilizzando le risorse umane e produttive in Brasile, l’azienda punta a raggiungere anche il Messico ed il Nord America entro il 2015.

“Le prossime aree di crescita nel mirino di Joycare comprendono il consolidamento dei mercati sudamericani, lo sviluppo nell’Europa dell’est e nell’area del Golfo Persico – continua Rizzo. – Il piano di consolidamento del business internazionale per il 2015, che coinvolge Joycare Spa e tutte le filiali indipendenti, vale 20 milioni di euro”. Joycare inoltre continua a puntare molto anche sul mercato italiano, espandendo la propria presenza nella grande distribuzione, nelle farmacie, nei negozi prima infanzia, nel canale e-commerce e promozionale e nel canale Hair Pro. Tra i prodotti innovativi e di punta lanciati da poco c’è Fidati, un termometro a raggi infrarossi prodotto interamente in Italia, che proietta la temperatura direttamente sulla fronte del paziente, molto preciso grazie al sistema di messa fuoco brevettato. Su Fidati è appena conclusa un’importante campagna di comunicazione, che ha portato il prodotto sulle principali riviste nazionali e in tv, attraverso uno spot trasmesso dalle reti Mediaset.