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S&P taglia le stime sull’Italia: Pil su dello 0,9%. Tempesta perfetta sui Btp

Spread Btp-Bund al top da un anno

Sforbiciata di S&P alla crescita italiana. Confermando il rating “BBB-” e outlook stabile, S&P Global Ratings ha tagliato le stime di crescita del Pil reale del nostro Paese a un +0,9% nel 2016 dal precedente +1,1% e per il 2017 l’agenzia si aspetta un +0,8% e non un +1,3% come calcolato in passato. Nonostante cio’, S&P “si attende che la ripresa economica del Paese resterà ampiamente in carreggiata”.

Se il prossimo 4 dicembre il referendum costituzionale passera’ “cio’ potrebbe contribuire alla stabilita’ e all’efficacia del governo italiano”, spiegano poi gli analisti di S&P. Se invece il fronte del si’ perdera’, la bocciatura del referendum secondo S&P “non dovrebbe essere significativa per la tenuta creditizia dell’Italia a meno che porti a un’inversione di rotta delle riforme strutturali”.

Proprio l’attesa per la decisione di S&P sul rating italiano ha tenuto banco sul mercato secondario, dove i Btp continuano a pagare il prezzo di un mercato diventato molto complicato dopo l’elezione di Trump e le aste di oggi hanno confermato le difficolta’.

I rendimenti, dicono i trader, sono saliti ma la misura del rialzo e’ forse andata anche oltre le attese: con il rendimento titoli decennali oltre la soglia del 2% per la prima volta da oltre 1 anno e i tassi sul mercato primario che sono schizzati anche oltre mezzo punto rispetto alle aste del mese scorso.

“Per l’Italia c’e’ una sorta di tempesta perfetta – spiega un trader – che ha nell’elezione a sorpresa di Trump e nei timori sull’esito del referendum italiano i suoi contorni e nel giudizio di oggi di S&P sul debito sovrano dell’Italia il suo detonatore”. Le vendite stanno riguardando tutte le scadenze dai 3 ai 30 anni e hanno indotto un forte irripidimento della curva dei rendimenti italiana. 

Dopo l’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, spiegano gli analisti, gli investitori stanno scaricando i titoli di Stato a dieci anni temendo che l’onda lunga del populismo possa affossare anche il premier Matteo Renzi, il suo referendum costituzionale del mese prossimo e portare ad una rinnovata instabilita’ politica. Timori e tensioni che si riflettono anche sul mercato primario dei titoli di Stato.