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Economia
I sindacati rivendicano il diritto di sciopero ma hanno poca lungimiranza
CGIL, Manifestazione nazionale La via maestra, insieme per la Costituzione a Roma

Il problema non è sindacato sì o sindacato no è solo quello di poter guardare più lontano per il bene di tutta la nostra comunità. Commento 

L'art. 40 della Costituzione stabilisce il diritto allo sciopero, lo principale scopo del sindacato è nel diritto del lavoro, in pratica è (o dovrebbe essere) un ente che rappresenta una categoria di lavoratori o datori di lavoro in un rapporto di lavoro. Ora negli anni i sindacati che rappresentano i lavoratori hanno manifestato la loro presenza, anche nelle piazze, non solo per regolare al meglio i rapporti con i datori di lavoro, ma si sono occupati di tutto e di più. Da molto tempo si occupano anche di “controllare” le manovre del governo in carica (basta che non sia di sinistra).

LEGGI ANCHE: Meloni: "Non si tocca il diritto di sciopero. Mes? Nulla è cambiato"

Ora, uno sciopero non solo procura disagio a chi per lavoro, studio o altro si ritrova a non poter accedere ai trasporti pubblici, ma arreca un danno sia all'economia (perdendo produzione, servizi e guadagni) sia ai lavoratori che parte perdono le ore senza retribuzione, dall'altra i lavoratori che non possono raggiungere il posto di lavoro: E non finisce qui perché ci sono anche gli enti previdenziali ed assicurativi che non introitano alcunché dalle ore “perse” e per finire ci rimette anche l'Erario per il mancato introito delle tasse. Mi sono divertito, utilizzando un profilo basso, nel fare un piccolo conteggio a puro titolo di esercizio.

Supponiamo per ipotesi che un lavoratore in un anno perda 50 ore per gli scioperi e che in media sia pagato otto euro l'ora in busta paga si ritroverà 400 euro in meno e se lo moltiplichiamo per 10 milioni di lavoratori otteniamo la somma di quatto miliardi di euro persi ai quali vano aggiunte le perdite per gli enti previdenziali e per lo Stato. Giusto per non scordare: “I sindacalisti aderenti ad una rappresentanza sociale vengono pagati dal relativo sindacato di appartenenza e i soldi derivano dai finanziamenti che i sindacati ricevono, sia a livello pubblico, per esempio dall'Inps o dalle aziende tramite trattenute in busta paga dei lavoratori, e sia a livello privato, cioè direttamente dai cittadini privati che fruiscono dei servizi offerti dall’organizzazione sindacale, come la quota iniziale di tesseramento, versata dal singolo lavoratore al momento dell’adesione all’organizzazione sindacale”.

Chi paga davvero un sindacalista e quanto prende di stipendio lordo e netto nel 2023 

Poi mi sono posto alcune domande: i sindacalisti perdono anche loro in busta paga? Quando guadagnano in struttura i sindacalisti? Sarebbe possibile conoscere i bilanci dei sindacati? Bene forse sono riuscito ad esprimere un'opinione, ma mi pongo sempre la domanda: perché allora non si battono per vedere realizzati il diritto allo studio così non avemmo una carenza di medici, di personale sanitario ed per altre categorie che interessano alla collettività? Ho sempre sostenuto che i politici siano un po' miopi, ma mi sembra che anche i sindacalisti non siano da meno.

Cosa voglio dire? Siamo nella quarta rivoluzione industriale, leggi Intelligenza Artificiale, i sindacalisti si rendono conto che fra un po' anche loro perderanno il posto? Come fai a fare il sindacalista in un'azienda completamente robotizzata o che ha i trasporti condotti da androidi o da aziende di servizi che si dotano di IA per rispondere a tutte le domande dei clienti? Il problema non è sindacato sì o sindacato no è solo quello poter di guardare più lontano per il bene di tutta la nostra comunità.

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