Il blocco prolungato dello stretto di Hormuz unito allo stop all’importazione di gas russo stanno creando una crisi energetica senza precedenti. In caso di prolungato conflitto tra Usa e Iran con impossibilità di navigazione in quel tratto di mare cruciale per le sorti del mondo, ecco che la situazione rischierebbe di aggravarsi ulteriormente. Per questo è necessario non farsi trovare impreparati sotto tanti punti di vista e anche l’Italia sta provando a correre ai ripari. Uno dei temi cruciali è quello relativo alle scorte di gas. La buona notizia per l’Italia è che sono in aumento, la meno buona è che in questa fase sarebbe necessario aumentare i volumi proprio perché c’è incertezza per il futuro. L’Italia è sopra alla media europea, ma c’è chi come la Germania sta facendo più di noi.
Nelle prime settimane di aprile il livello degli stoccaggi italiani ha sfiorato il 44%. L’obiettivo in vista di ottobre fissato dall’Ue è l’80%, ma ci si spinge anche al 90% (vedi proprio l’Italia) vista la gravità della crisi in atto. Ma il momento però è quello più sfavorevole per il riempimento degli stoccaggi. Il prezzo del gas adesso è a 45 euro per megawattora in Europa. Al Ttf, hub di riferimento europeo, i future del gas naturale sono scambiati a 44,8 euro per megawattora (-3%). Prezzi alti ma non ancora altissimi, però l’incertezza rischia di far schizzare i costi.
In Europa la situazione degli stoccaggi è critica. In media le riserve sono a 323,61 TWh, poco meno del 29%. in questo senso l’Italia è messa bene, ma c’è anche chi corre di più, come la Germania, i tedeschi hanno già accumulato più del 50% della loro capacità disponibile. L’Ue chiede l’80% entro ottobre, ma in molti temono non possa bastare, per questo l’Italia tenterà di raggiungere il 90%. Obiettivo ambizioso.

