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Scuola, l’IA arriva tra i banchi: la usa il 43% degli studenti. E i professori?

Scuola, l’IA arriva tra i banchi: la usa il 43% degli studenti. E i professori?
Immagine generata con l’IA

L’intelligenza artificiale entra sempre più nella quotidianità scolastica. Gli studenti la utilizzano per studiare e svolgere i compiti, mentre i professori la impiegano per preparare le lezioni e valutare gli alunni. Ma crescono anche i timori per la perdita delle competenze di base. Ecco cosa emerge dal rapporto del Cnel.

Intelligenza artificiale a scuola, il 43% degli studenti la usa: come cambia lo studio

Non soltanto per fare i compiti: l’intelligenza artificiale è ormai uno strumento utilizzato anche per studiare e preparare le lezioni. Il 43% degli studenti italiani ricorre all’IA per lo studio, mentre il 28% la utilizza come supporto per i compiti scolastici. È quanto emerge dal rapporto del Cnel, intitolato “L’intelligenza artificiale nella scuola italiana. Politiche, competenze e trasformazioni del sistema educativo”.

I ragazzi si affidano agli strumenti digitali soprattutto per cercare informazioni, ottenere spiegazioni, riassumere testi ed esercitarsi. Tra le motivazioni principali ci sono la possibilità di velocizzare le attività, indicata dal 57% degli intervistati, e il risparmio di tempo, segnalato da circa il 45-46%. Ma la diffusione dell’IA porta con sé anche alcune preoccupazioni. Secondo i dati Censis 2025 ripresi nel rapporto, il 74% dei ragazzi teme una perdita delle competenze di base, mentre il 62,8% avverte una maggiore pressione competitiva rispetto ai coetanei.

IA a scuola, anche i professori la utilizzano: il 68% per preparare le lezioni

L’intelligenza artificiale non si ferma ai banchi. Tra gli insegnanti che già la utilizzano, il 68% la impiega per progettare le lezioni, il 32% per fornire feedback agli studenti, il 31% per analizzare dati e il 27% anche per l’attribuzione dei voti. L’utilizzo degli strumenti non elimina però le perplessità. Secondo una rilevazione Indire citata dal Cnel, l’83,4% dei docenti teme che gli studenti attribuiscano credibilità a risposte poco attendibili. Per il Cnel la formazione degli insegnanti rappresenta “una condizione essenziale per un’integrazione consapevole dell’intelligenza artificiale nella scuola”.

Scuola e intelligenza artificiale, 550 milioni dal Pnrr per la formazione

L’attenzione degli istituti verso l’IA emerge anche dai documenti scolastici. Su 8.958 Piani triennali dell’offerta formativa (Ptof) relativi al periodo 2022-2025, 3.695 contengono riferimenti all’intelligenza artificiale, circa il 41% del totale. Il 92% delle scuole che citano l’IA nei propri piani ha beneficiato di almeno una linea di finanziamento del Piano Scuola 4.0 del Pnrr, contro il 73% degli istituti che non la menzionano.

Sul fronte degli investimenti, il Pnrr ha destinato 450 milioni di euro alla formazione digitale di circa 650mila persone, tra docenti, dirigenti e personale scolastico. A questi si aggiungono 100 milioni per percorsi, workshop e laboratori dedicati all’intelligenza artificiale nelle scuole statali. L’obiettivo indicato dal Cnel è evitare che la diffusione degli strumenti accentui le differenze nelle competenze digitali, formando gli insegnanti a un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.

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