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Economia

di Antonino D'Anna

Tutto quello che avreste voluto sapere sullo IOR (o quasi) e non avete mai osato o potuto chiedere. Dalla sua ubicazione ai soldi che gestisce, dall'antiriciclaggio alla governance (incluso il prelato, monsignor Battista Ricca, che come ha detto il Papa sul volo di ritorno dal Brasile è risultato “pulito” rispetto alle accuse sollevate nei giorni scorsi dall'espresso). Un Istituto per le Opere di Religione che ha quasi 20.000 clienti, nessuno di essi anonimo e che nel 2012 ha avuto beni di terzi in gestione pari a 6,3 miliardi e un patrimonio complessivo di 7,1 miliardi contro i 6,9 del 2011. Altro che crisi: è su www.ior.va che adesso è possibile conoscere l'Istituto per le Opere di Religione, la banca vaticana che per anni è stata accompagnata da un alone di riservatezza sconfinante nel mistero

IN NOME DELLA TRASPARENZA- Le pagine web dello IOR – in inglese e in italiano - sono attive da oggi, salutate con soddisfazione da queste parole del presidente e direttore generale ad interim Ernst Von Freyberg: “Lo IOR è impegnato in un processo di ampie riforme volto a promuovere l’applicazione dei più rigorosi standard del settore e in fatto di compliance. Tale intento si orienta al contesto giuridico definito dal Vaticano in collaborazione con organismi internazionali. Il processo in questione comprende l’implementazione di misure severe contro le attività di riciclaggio di denaro e l’ottimizzazione della nostra organizzazione interna”. E ancora: “Stiamo altresì eseguendo una revisione totale dei conti dei nostri clienti, con l'obiettivo di cessare i rapporti non conformi ai nostri severi standard. Gli sforzi profusi in questo senso sono sottoposti all'attenta supervisione dell'AIF (Autorità di Informazione Finanziaria), l'organismo vaticano di regolamentazione finanziaria”. Non solo: “Da quando abbiamo avviato il nostro processo di riforma, abbiamo attuato una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi violazione di leggi, normative e regolamenti. Quest’opera proseguirà finché continueranno i nostri sforzi di allineamento agli standard, di cui giustamente ci si attende l'osservanza da parte nostra. 

La nostra missione è di servire la Chiesa universale in tutto il mondo, fornendo sostegno alla Santa Sede, alle congregazioni religiose e alle istituzioni cattoliche nelle loro opere di carità ed evangelizzazione”. Trasparenza totale come voluta da Benedetto XVI e ribadita proprio da Francesco sul volo di ritorno dal Brasile dopo la GMG di Rio de Janeiro.

MA OLTRETEVERE E' DI NUOVO FERMENTO- Se le finanze vaticane iniziano a mostrare la loro trasparenza, sotto il pelo dell'acqua c'è invece movimento. Secondo quanto viene riferito ad Affaritaliani da Oltretevere, saremmo di nuovo all'inizio di una sorta di “guerra tra bande” tra elementi progressisti e schieramento conservatore. Mentre i bertoniani continuano la loro tranquilla navigazione (per il momento e salvo sorprese dell'ultimo minuto), in Vaticano si starebbe verificando una curiosa inversione di tendenza: da un lato animi progressisti che difendono un Papa di fatto sulla stessa linea di Benedetto XVI; dall'altro conservatori che non apprezzano affatto un Pontefice dai gesti ritenuti troppo “rivoluzionari” e in grado di mettere a repentaglio l'establishment vaticano. Dalla lobby gay denunciata a giugno, passando per le commissioni su IOR, finanza vaticana e riforma della Curia, questo Papa ha mandato dei segni che preannunciano futuri cambiamenti (ma che per il momento non si sono ancora visti, ed è questo che viene contestato ai progressisti da parte dei conservatori).

IL NUOVO TORMENTONE- E nel frattempo ha fatto il suo debutto il nuovo leitmotiv, la nuova parola chiave: quando si parla di Francesco immediatamente si aggiunge che il suo è un “pontificato di valori” e conseguentemente chi non rispecchierebbe questo stile sarebbe da sostituire. Oppure, se non può essere attaccato sotto questo profilo, viene tacciato di “immobilismo” o “conservatorismo”, scuse per suggerire promozioni, rimozioni, pensionamenti. Al di là di questo tormentone, in questa bollente estate romana sarebbero due le eminenze indicate come vacillanti: da un lato il cardinale Angelo Bagnasco, che qualcuno nei Sacri Palazzi non vorrebbe più vedere alla guida della Conferenza Episcopale Italiana; e dall'altro il cardinale Gianfranco Ravasi con il suo Cortile dei Gentili. E monsignor Rino Fisichella? Se ne parla in autunno...

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