“Sono fiducioso”. “Posizioni distanti“. Due frasi che descrivono la nebbia che circonda Sorgenia. Entrambe sono di amministratori delegati di banche creditrici.
Il più ottimista è l’ad di Unicredit Federico Ghizzoni. La ristrutturazione del debito “è in via di definizione”. Ma il banchiere si è definito “fiducioso”. Dall’altra parte c’è Victor Massiah, ad di Ubi. “La situazione è estremamente delicata, non ci sono notizie ultime. Sono in corso negoziazioni serrate, ma le posizioni sono distanti ed è difficle fare previsioni”, ha detto il manager. Che ha aggiunto: “Ci tengo tuttavia a dire che il ceto bancario è compatto in questa operazione”.
“Il ceto bancario” si sarebbe riunito in mattinata per cercare una soluzione. I numeri in ballo sono significativi: 21 istituti creditori e 1,9 miliardi di debiti accumulati da Sorgenia. Le banche chiedono alla Cir, holding della famiglia De Benedetti, di versare almeno 150 milioni di aumento di capitale. Il gruppo spera di non andare oltre i 100.

