Non si arresta la corsa dello spread: dopo la chiusura di ieri a 102 punti base, ora viaggia ancora sopra i 100 in scia alle tensioni sui titoli di Stato a livello internazionale, con i rendimenti in forte aumento, a partire da quelli dei Treasury americani. Il rendimento del decennale italiano sta volando al 4,71%, mentre quello dell‘omologo titolo tedesco è al 3,62%. Ma- guardando in casa- quanto dobbiamo preoccuparci? È una soglia soprattutto psicologica oppure segnala un cambiamento nella fiducia dei mercati verso l’Italia?
Interpellato da Affaritaliani Saverio Berlinzani, analista di ActivTrades, spiega che “il ritorno dello spread Btp-Bund a quota 100 punti base, rappresenta un movimento di prezzi che non si registrava dalla primavera del 2025. Più che un allarme rosso sulla tenuta dell’Italia, questo movimento evidenzia una fase di stress globale sui mercati obbligazionari, accompagnata da un rendimento del decennale italiano balzato intorno al 4,6%. La soglia dei 100 punti è prevalentemente psicologica, e va ricordato che siamo ben lontani dai 500 punti della crisi del 2011-2012 o dai 200-300 punti degli anni successivi. I mercati continuano a credere nel Belpaese. Il superamento di quota 100 interrompe un lungo periodo di stabilità. A nostro avviso il movimento evidenzia un riposizionamento dei rischi su scala europea, basti guardare alla Francia, il cui spread rispetto alla Germania è salito a ridosso dei 120 punti”.
Ma che cosa c’è dietro a questa risalita? Pesano di più le tensioni internazionali o i problemi dei nostri conti pubblici? Per Berlinzani le ragioni della risalita sono molteplici, “nel senso che le tensioni mediorientali, i rendimenti dei titoli di stato, i debiti, sono tutti fattori che in questo momento pesano, così come un’inflazione che spinge la Fed al rialzo del costo del denaro, il che significa maggiori interessi da pagare sui debiti da parte di quei Paesi che hanno livelli alti e noi siamo tra questi ultimi. Quindi è un mix di fattori, a determinare l’aumento dello spread”.
E se guardiamo ai risparmiatori, i Btp diventano un’occasione o un rischio maggiore? Con i Btp intorno al 4,6%, conviene comprare subito o aspettare rendimenti ancora più alti? “I Btp rappresentano una ottima occasione, in ragione del fatto che lo stato italiano non è assolutamente a rischio insolvenza, e le cedole sono garantite”, dichiara l’analista. “Da un punto di vista del timing- continua Berlinzani- forse conviene costruire un piano d’accumulo, con prudenza e attenzione ai colpi di coda, in ragione del fatto che la crisi, non pare comunque terminata. Forse, con la fine del rialzo dei tassi, previsto per i primi mesi del 2027, si potrà avere un quadro più completo relativamente alle politiche monetarie delle banche centrali, sperando che, nel frattempo, si riesca a trovare un accordo di pace in Medio Oriente“, sottolinea ancora Berlinzani.
E invece per chi non possiede titoli di Stato, che cosa cambia? “Chi non investe in obbligazioni, subisce comunque un impatto indiretto dall’aumento dei tassi e dello spread. I mutui diventano più cari, così come i consumi diminuiscono mentre i costi per l’energia e le bollette aumentano. Sul fronte statale, va infine ricordato che la spesa pubblica ne risente, mentre i rendimenti dei conti di deposito crescono”, conclude l’analista.


