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Economia
Convegno giovani imprenditori, Squinzi a Renzi: "Riforme o l’economia non riparte"

«È il momento delle decisioni, il Paese ha bisogno di fare le riforme»: non usa mezzi termini il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi - durante il faccia a faccia con il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, ospitato nel corso del convegno dei giovani imprenditori a Santa Margherita Ligure - e ribadisce la necessità, non rimandabile, di procedere in Italia sulla strada dell’innovazione. E il riferimento, nemmeno troppo velato, è al governo di Matteo Renzi che, rilancia Squinzi, ha avuto dagli elettori «un mandato forte, a questo punto deve fare le riforme, non ha più paraventi dove nascondersi. Il Paese ha bisogno di eliminare i nodi che hanno impedito lo sviluppo». In sintesi, «ha bisogno di cambiare marcia e registro». Senza tentennamenti: «Il problema vero è fare le riforme», continua il numero uno di Confindustria, ma vanno fatte «adesso, subito, nei prossimi mesi, o la possibilità di ripartire e di creare lavoro per i giovani rimarrà una illusione, faremo solo qualcosa che non sarà risolutivo per il Paese. Noi ci crediamo - avverte Squinzi - siamo pronti a dare il nostro contributo».

In ballo c’è anche il piano Garanzia Giovani su cui punta il governo: se non ci sarà un cambio di rotta anche il piano per i giovani rischierà di «non essere risolutivo». «Diciamoci la verità le risorse non faranno la differenza ma noi siamo pronti a collaborare», dice ancora Squinzi. Sarà in una prossima convocazione al ministero del Lavoro, comunque, che Confindustria avrà modo di rappresentare le proprie proposte. «Con Poletti c’è un colloquio continuo. Il ministro ci ha comunicato che nei prossimi giorni saremo convocati per discutere delle proposte presentate da Confindustria sul lavoro», spiega ancora il leader degli industriali.

E proprio sul lavoro, Squinzi ha sottolineato: «Sono tifoso del ministro Poletti. Giuliano è un amico. Alla sua onestà intellettuale e coerenza rendo omaggio. Ma considero questa prima tranche del decreto lavoro come aperitivo di una riforma». Squinzi avanza la sua proposta: «Un contratto a tempo indeterminato conveniente per le imprese perché dotato della giusta flessibilità. Noi imprenditori non ci divertiamo a buttare fuori collaboratori». E, per questo, «dobbiamo essere capaci di creare le condizioni per cui il contratto di lavoro a tempo determinato diventi conveniente per le imprese e fare in modo che le aziende non cerchino alternative».

Netta, infine, la presa di posizione sul tema corruzione: «Confindustria è contro qualsiasi tipo di tolleranza», dice il presidente Giorgio Squinzi. I «regolamenti» ci sono: vanno applicati «senza alcun tipo di scorciatoia, senza sconti: è nell’interesse delle nostre aziende». Squinzi ricorda l’esperienza con Mapei nel ciclismo: «Siamo usciti nel 2002 perché non accettavamo più alcune pratiche e abbiamo avuto ragione quando è uscito fuori tutto il sistema dietro. Nel calcio la stessa cosa. Dobbiamo radere al suolo qualsiasi tolleranza».

 

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