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Economia
Squinzi: "Gli italiani preferiscono un lavoro o qualche euro in più?"

Caro Renzi, ti scrivo. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi interviene nel dibattito da 10 miliardi di euro. La domanda è: Irap o Irpef? La priorità va (nell'immediato) alle imprese o alle famiglie? Le indiscrezioni parlano di un presidente del Consiglio deciso a destinare tutte le risorse per alleggerire l'imposta sulle persone fisiche. L'alternativa sarebbe un sistema misto, con il quale si è schierato su Affaritaliani.it l'economista Alberto Quadrio Curzio. Oggi è intervenuto il numero uno degli industriali italiani con una lettera alo Corriere della Sera. Reclama attenzione alle imprese. Chiede a Renzi di "evitare slogan" e agli italiani "se vogliono un lavoro o qualche decina di euro in più in tasca".  

 

Per crescere sul serio e stabilmente nel tempo dobbiamo fare poche cose ed efficaci. Un miglioramento di competitività di costo si tradurrebbe immediatamente in effetti positivi sia sull’occupazione, sia sulla competitività d’impresa.

È strutturale, agisce in profondità. Non si tratta di una misura fatta per gli imprenditori: non siamo iscritti al club Irap o Irpef. Siamo da tempo convinti che la questione chiave è la riduzione del cuneo pagato dalle aziende. Ridurlo vorrebbe dire venire incontro a chi produce e genera valore in Italia, allo sforzo di chi crede nel nostro Paese. La riduzione del costo del lavoro agirebbe in favore degli occupati e di chi un lavoro purtroppo oggi non ce l’ha, ma lo avrebbe se il suo costo gravasse meno sul bilancio delle imprese.

Sarebbe interessante chiedere agli italiani se vogliono un lavoro o qualche decina di euro in più in tasca [...] Cresceremo se le regole del fare impresa saranno poche, rigorose e comprensibili. Lo dico da tempo: attenti ad affidarsi solo agli slogan, alle scorciatoie facili da enunciare, quanto difficili, lunghe e costose da praticare. Sul lavoro non cediamo alla tentazione di introdurre nuove forme contrattuali aggiuntive. Rendiamo più chiare, semplici e flessibili quelle esistenti, all’ingresso come all’uscita dell’occupazione. Togliamo i pesi e le complicazioni inutili della riforma Fornero e avremo più lavoro.

Meglio qualche decina di euro (subito) o più lavoro? VOTA

Cresceremo se, a fianco della sacrosanta spending review , faremo una regulation review che rimuova le troppe norme che generano costi, tempi, ruoli, poteri inutili. Che alimentano caste e corruzione. L’imprenditore non può passare la maggior parte del suo tempo sul codice civile o con gli avvocati. Il suo mestiere è un altro. Tra le cose fatte da Confindustria c’è una precisa ricognizione di ciò che va eliminato, razionalizzato, ridotto.

Abbiamo perso decine di migliaia di imprese, milioni di posti di lavoro, un quarto della produzione industriale. Numeri da brivido. Occorrono poche scelte chiare, decise e dritte all’obiettivo. Il lavoro deve costare come negli altri Paesi, quindi molto meno [...] Una cosa però deve essere chiara: senza impresa non c’è crescita, non c’è lavoro, non c’è Italia.

 

Quali sarebbero gli effetti della scelta? Secondo Prometeia, il taglio dell'Irap porterebbe il prodotto interno lordo a crescere tra lo 0,5 e l'1%. Più contenuto il progresso in caso di alleggerimento Irpef: +0,3%. Matteo Renzi però non si scompone e liquida Confindustria così come aveva fatto con la Cgil: "Per la prima volta domani mettiamo in tasca agli italiani una significativa quantita' di danari. Sui penultimatum di Squinzi e l'eventualita' di sciopero della Comusso ce ne faremo una ragione".

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