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Economia
Squinzi tira la volta a Renzi. Crescita 2015 oltre le previsioni

Produzione industriale, fatturato e ordini in accelerazione grazie a una domanda interna che dà segni di vitalità (come testimonia anche il balzo dell'import). Occupazione in ripresa che porta in dote maggiore fiducia per il futuro da parte delle famiglie italiane (oltre che a più capacità di spesa). E investimenti in recupero. Il Centro Studi della Confindustria, nella sua tradizionale congiuntura flash, mette in fila questi fattori endogeni per annunciare che, con molta probabilità, la crescita finale di quest'anno del Pil italiano sarà maggiore della stima di giugno dei tecnici di Viale dell'Astronomia: +0,8% per il 2015 (+1,4% per il 2016), ancora più alta dunque del prudente +0,7% previsto e inserito dal governo nel Def. Crescita che riuscirà a beneficiare, sottolineano sempre gli economisti del Centro Studi,  delle "misure appena varate sul credito bancario per smaltire le sofferenze che aiuteranno il rilancio dei prestiti". Senza considerare anche "l'allentamento delle tensioni causate dalla crisi greca" in via di risoluzione.

Secondo l'analisi del Centro studi, la produzione industriale in accelerazione del secondo trimestre mostra un andamento coerente con una dinamica del Pil analoga a quanto registrato nel primo (+0,3% sul secondo trimestre 2014) e migliore dell'atteso.

Secondo la Confindustria, inoltre, le condizioni internazionali che vi erano nel primo semestre (a partire dal Qe della Bce) "sono ancora più favorevoli di quelle incorporate nelle ultime previsioni". In particolare, "il petrolio è del 10% più basso e, con il ritorno del greggio iraniano, tenderà a scendere. Il cambio dell'euro contro dollaro è sceso del 5% e l'avvio, sempre più vicino, della normalizzazione della politica monetaria della Fed lo schiaccera' ulteriormente. L'acquisto di titoli da parte della Bce ripiegherà i tassi di mercato".

Inoltre, la ripresa nell'Eurozona si sta consolidando e l'export del Made in Italy già ne beneficia. E' ormai evidente la ripartenza della locomotiva Usa. Il commercio globale è tornato ad aumentare. Grazie all'accordo in extremis, non ci sarà alcun contagio dalla Grecia; sebbene la reazione dei mercati avesse fatto capire che sarebbe stato contenuto, nell'attuale contesto di fragilità economica correre quel rischio sarebbe stato delittuoso". Scongiurato il pericolo Grecia, a livello internazionale resta la preoccupazione una frenata piu' marcata dei paesi emergenti. "La violenta correzione della Borsa in Cina non aiuta il difficile passaggio ai consumi del testimone dello sviluppo; finora, però, il dirigismo delle autorità ha pilotato un atterraggio morbido. Si approfondisce la recessione in Brasile. Quella in Russia, invece, si sta attenuando e ciò conforta l'attesa del ritorno all'espansione nella seconda metà del 2015".

Da Viale dell'Astronomia, infine, accolgono ovviamente con estremo favore il piano del governo Renzi per abbattere la pressione fiscale: "La priorità dell'Italia" deve essere ora quella di "rafforzare la lenta risalita dell'economia proseguendo lungo la strada delle riforme strutturali, inclusa la riduzione del carico fiscale che zavorra la competitività delle imprese".

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