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Economia
Stress test/ Sindacati soddisfatti per la tenuta del sistema. Sileoni (Fabi): "Incontro per Mps e Carige". Intanto, il contratto bancario è ancora in alto mare

“Esprimiamo soddisfazione per la tenuta complessiva dell’industria bancaria italiana, dove il ruolo del sindacato, dei lavoratori e delle professionalità è stato determinante per centrare gli obiettivi di stabilità, pur in presenza di un’ingiusta diseguaglianza economica e sociale tra chi lavora nelle banche e chi le dirige”. Lando Maria Sileoni, Segretario generale della FABI, il sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari, ha commentato esiti degli stress test e degli asset quality review resi noti oggi e sulle due banche finite dietro la lavagna della Bce vuole prevenire altri interventi sui costi del personale. 

“Su Mps e Carige chiediamo un incontro con le rispettive direzioni generali, per verificare le soluzioni che le banche vorranno adottare", ha infatti affermato e ha aggiunto: "Ora più che mai chiediamo all’Abi il rinnovo del contrato nazionale di categoria, senza inutili e ulteriori tentennamenti, per garantire certezze normative ed economiche ai 312 mila lavoratori del settore”.

La vertenza sul rinnovo del contratto di categoria è entrata nel vivo da poche settimane e dovrebbe concludersi, in base a un comune impegno tra Abi e sindacati, entro il 31 dicembre di quest’anno. I banchieri hanno infatti fissato questa data come termine di eventuale disdetta del contratto stesso.

Eppure le posizioni sono ancora distanti. Nell’ultimo incontro che si è svolto lo scorso lunedì a Roma Alessandro Profumo, capo delegazione sindacale di Abi e Presidente della “bocciata” Mps, ha dichiarato “che il costo del lavoro nelle banche non è più sostenibile”, che il contrato nazionale necessita di aggiornamenti e che, per quanto riguarda gli aumenti salariali automatici, è necessario avviare una riflessione sui temi del tfr e degli scatti d’anzianità.

Infine Profumo ha sottolineato che ci sono grandi differenze di posizione in materia di area contrattuale, anche se ha poi ammesso di non voler smantellare il contratto nazionale, unica nota positiva per i sindacati. La trattativa, dunque, prosegue a oltranza e le parti hanno già definito il calendario dei lavori.  Domani e il 29 ottobre partiranno due “cantieri” rispettivamente su area contrattuale ed inquadramenti, mentre il binomio salario/occupazione dovrebbe essere affrontato al tavolo principale.

Durante l’ultimi incontro con Profumo il leader della FABI, Lando Maria Sileoni, ha ribadito la centralità della piattaforma contrattuale approvata dai lavoratori, nonché la centralità del contratto nazionale di lavoro.

“Le banche rivendicano una generica riduzione dei costi, ma manca, a nostro avviso, una vera politica di rilancio di un settore, che non può più vivere alla giornata”, ha detto Sileoni, “Se l’Abi continuerà a irrigidirsi sulle sue posizioni, continuando a chiedere di interrompere il riconoscimento politico del recupero dell’inflazione nel contratto, si andrà allo scontro. Serve la condivisione di un percorso a lungo termine”.

Infine una stoccata ai manager del settore. “Fino ad oggi la vostra gestione ha prodotto 174 miliardi di sofferenze e per voi lauti stipendi che si aggirano attorno al milione e 745mila euro”, ha attaccato Sileoni.

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