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Economia
Tasse, Gualtieri: "Riduzione in 3 anni. Investimenti verdi fuori dal deficit"

"Sono due questioni diverse; una è la discussione della manovra e uno è il più grande processo di riforma, approfondimento e completamento dell'Unione economica e monetaria, che naturalmente ha tempi diversi. Sono due piani diversi". Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri risponde, a margine dell'Eurogruppo a Helsinki, alla domanda se si aspetti già per la legge di stabilità la possibilità di scomputare gli investimenti 'verdi' dal calcolo del deficit. C'è già un piano generale per la manovra 2020? "Stiamo lavorando", risponde il ministro. 

Via dal calcolo del deficit gli investimenti verdi, riduzione delle tasse in tre anni ma senza flat tax, no all'aumento dell'Iva e alla patrimoniale, il bonus di 80 euro non si tocca, Quota 100 resta fino a scadenza e mai piu' guerra con l'Europa: sono i cardini che il ministro dell’Economia ha traccia prima in un'intervista a Repubblica. "Gli scontri continui con l'Europa - ha spiegato Gualtieri - i proclami sui social e le assenze ai tavoli negoziali sono finiti. Si apre una fase nuova in Italia e in Europa e noi intendiamo esserne protagonisti. Fino a un mese fa si discuteva di flat tax, minibot e procedura di infrazione. Oggi i temi sono investimenti verdi, lavoro e asili nido".

Quanto al debito, "dobbiamo riportarlo su un percorso di riduzione". E per farlo e' fondamentale rafforzare il contrasto all'evasione fiscale "anche grazie alla tecnologia", cosi' come e' opportuno battersi per politiche europee per la crescita. Lei punta molto sugli investimenti, come pensa di sbloccarli? "Farli ripartire e' una priorita' assoluta, puntando a innovazione e infrastrutture e con un focus particolare sulla sostenibilita' ambientale e sociale". Investimenti in economia verde, natalita' e infrastrutture. Sono le stesse priorita' della nuova Commissione: e' un escamotage per ottenere maggiore flessibilita' sui conti a parte quella gia' prevista dalle regole?

"Sosteniamo l'idea di un Green New Deal presente nel programma del governo e della Commissione fondato su un piano straordinario di investimenti pubblici e privati. In questo quadro sarebbe opportuno che la quota di finanziamenti nazionali ricevesse un trattamento diverso da quello attuale e venisse scorporata dal calcolo del deficit strutturale". Come cambiera' l'atteggiamento del governo italiano nei confronti dell'Ue?

"Il rapporto ambiguo e conflittuale della Lega con l'Europa ci e' costato carissimo per i miliardi bruciati in termini di interessi sul debito, minore fiducia e minori investimenti, ma anche per una riduzione del peso politico dell'Italia a Bruxelles. Credibilita', coerenza e fiducia non solo possono darci un grande dividendo in risparmi sul pagamento degli interessi, ma sono anche decisive se si vuole incidere sulle grandi scelte europee". Correremo ancora il rischio di una procedura Ue sul debito come a dicembre e a giugno? "Quell'epoca si chiude. Noi ovviamente discuteremo con l'Europa, ci saranno dei negoziati. Ma per affermare il nostro interesse nazionale in modo efficace bisogna sempre inserirlo nel quadro dell'interesse comune dell'Unione. Insomma, questo governo si batte all'interno delle regole ma si impegna anche per modificarle e migliorarle”.

Ci sara' quella riforma del Patto di stabilita' europeo chiesta dal presidente della Repubblica? "All'Ecofin avremo una prima discussione. La riforma del Patto deve essere vista nel quadro di un piu' generale completamento dell'Unione economica e monetaria. Penso in particolare al bilancio dell'eurozona, agli investimenti comuni, alla garanzia europea sui depositi bancari e alla istituzione di uno schema di assicurazione contro la disoccupazione". Come intende riuscire nella missione fin qui apparsa impossibile di tagliare il debito?

"E' importante mettere in modo credibile il debito su un sentiero di riduzione: sia sostenendo la crescita, sia garantendo la sostenibilita' della finanza pubblica. Lo spread e' gia' sceso molto, ma vogliamo ridurlo ancora di piu' per eliminare la spesa piu' inefficiente del nostro bilancio pubblico e liberare risorse per scuola, ricerca, infrastrutture. Faccio mia la lezione di Ciampi: credibilita', serieta' e stabilita'. Poi c'e' anche la politica monetaria, che e' fondamentale pero' da sola non puo' risolvere tutti i problemi".

Come valuta il taglio dei tassi appena annunciato da Mario Draghi? "Ancora una volta Draghi ha mostrato una straordinaria capacita' di assumere le decisioni necessarie nel momento giusto. Le misure approvate dalla Bce per garantire un ampio grado di stimolo monetario sono molto importanti. Credo che questo intervento debba responsabilizzare ancor di piu' chi in Europa decide gli orientamenti della politica di bilancio". Quanto alle tasse, "la sfida e' avviare una riduzione della pressione fiscale con un orizzonte di intervento sui tre anni perche' i provvedimenti seri non sono spot. Di annunci e cambi di annunci nell'ultimo anno ne abbiamo visti fin troppi". Dove troverete le risorse per ridurre la pressione fiscale? "Dal contrasto all'evasione fiscale, dal controllo rigoroso della qualita' della spesa e da una revisione mirata degli incentivi fiscali".

La flat tax quindi e' archiviata? "Assolutamente si', archiviata. Non la faremo mai. Dava tanto a chi ha di piu', mentre noi siamo il governo degli asili nido, degli investimenti e della riduzione delle imposte ai piu' deboli. Era ingiusta, sbagliata, insostenibile e incostituzionale perche' violava la progressivita', oltretutto alla base del modello sociale europeo insieme al welfare". Quota 100 resta o verra' cancellata prima della scadenza? "In un quadro di risorse scarse l'intervento sulle pensioni andava fatto in modo diverso; ma e' sbagliato modificare costantemente le regole del gioco in materia previdenziale. Quota 100 ha una durata triennale e l'orientamento e' lasciare che vada a esaurimento". 

 Il reddito di cittadinanza muta? "Sara' confermato. Una verifica del suo funzionamento insieme alle parti sociali puo' aiutare a migliorarlo". Confermati gli 80 euro di Renzi? "Si'. Abbiamo intenzione di lavorare a una ampia riforma fiscale per sostenere i redditi medi e bassi ma per farlo ci vorra' del tempo. ".

Ci sara' una patrimoniale? "Lo escludo ". Andrete avanti con le privatizzazioni? "L'obiettivo di 18 miliardi per il 2019 e' del tutto irrealistico. Interventi di dismissione e la valorizzazione di parte del patrimonio pubblico sono una componente della strategia di riduzione del debito e anche, in alcuni casi, di miglioramento dell'efficienza delle societa' controllate. E tuttavia occorre un disegno complessivo e grande cautela perche' lo Stato italiano dispone fortunatamente di grandi aziende pubbliche strategiche ed efficienti, che portano dividendi corposi e sono uno strumento importante di politica industriale. Le privatizzazioni non devono essere viste come un modo per fare cassa".

Alitalia: resta il piano con l'ingresso del Tesoro e la partnership di Fs? "I commissari di Alitalia hanno individuato le controparti per una partnership strategica e industriale. Ma dobbiamo superare l'ottica del salvataggio. Il ministero delle Finanze partecipera' a livello di capitale al rilancio previsto dal piano attualmente allo studio della compagnia, che dovra' pero' essere un modello industriale sostenibile per un Paese che vive anche di esportazioni e di turismo". 

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