Il prelievo di solidarietà temporaneo sugli extra-profitti del settore energetico introdotto nel 2022 in risposta alla crisi energetica provocata dalla guerra in Ucraina “è conforme al diritto dell’Unione”. Sono le conclusione dell’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue Athanasios Rantos, secondo cui per la loro natura “eccezionale e temporanea” sia il regolamento europeo e sia le misure nazionali sono “legittime”.
Il prelievo di solidarietà temporaneo era stato introdotto sugli utili straordinari realizzati nel 2022 e nel 2023 dalle imprese dei settori del petrolio, del gas naturale, del carbone e della raffinazione superiori al 20% della media degli utili imponibili dei quattro esercizi precedenti. Nelle sue conclusioni, l’avvocato generale sottolinea che l’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Ue – su cui ha fatto leva la Commissione europea per proporre la misura – rappresenta “una base giuridica valida per l’adozione del regolamento in questione” dal momento che la solidarietà è una misura “economica urgente, temporanea e proporzionata”.
Inoltre, sebbene gli Stati “dispongano di un margine di discrezionalità per definire le misure assimilate al contributo di solidarietà temporaneo, essi non sono tuttavia liberi, in linea di principio, di modificare le categorie di persone tenute a tale contributo” ma è possibile “limitare l’ambito di applicazione ratione personae previsto dalla norma dell’Unione qualora i soggetti interessati non intervengano nel contesto del sistema economico nazionale”. L’avvocato generale sottolinea ancora che il “carattere eccezionale e temporaneo del contributo di solidarietà temporaneo” esclude che esso “sia qualificato come misura retroattiva o contraria ai principi di certezza del diritto e di legittimo affidamento”. Infine, la restrizione “a taluni operatori, fondata su criteri oggettivi e riguardante le imprese più importanti in termini di quote di mercato, non costituisce una differenza di trattamento selettiva” e, dunque, “non costituisce un aiuto di Stato”.
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