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Economia

L'agenzia di rating Moody's ha declassato il rating di Telecom Italia da Baa3 a Ba1, sotto il livello di investment grade comunemente definito junk, ovvero spazzatura. La decisione è motivata dal fatto che con le dimissioni del presidente Franco Bernabè "è aumentata l'incertezza per quanto riguarda la capacità della società di rafforzare il bilancio in misura sufficiente a mitigare la tendenza al calo delle sue entrate nazionali e del margine operativo lordo", si legge nella nota dell'agenzia. Telecom ha risposto con un comunicato sostenendo che "il gruppo è solido a livello industriale e finanziario". L'outlook di Moody's però è negativo. 

Telecom Italia reagisce ricordando all'agenzia che "il gruppo e' solido tanto a livello industriale che finanziario". Lo dimostrano, si legge in una nota, la "forte generazione di cassa, margine di liquidita' per 12,8 miliardi di euro e redditivita' tra le piu' alte del comparto. "La riduzione del debito - si legge ancora - e' sempre stata e continuera' a essere una priorita' per Telecom Italia, nell'ambito di un percorso di sviluppo sostenibile delle attivita' industriali. Nel corso degli anni Telecom Italia ha perseguito un approccio prudente alla gestione dei rischi finanziari, mantenendo un margine di liquidita' almeno pari alle scadenze del debito dei successivi 18/24 mesi - a fine giugno il margine di liquidita' era pari a 12,8 miliardi - e adottando una documentazione contrattuale relativa ai propri finanziamenti priva di clausole di step-up o di accelerazione nel rimborso del capitale legate al rating".

Intanto, un'altra partita importante per Telecom si gioca a Palazzo Chigi. Sono tre i decreti del presidente della Repubblica che passeranno l'esame preliminare del Consiglio dei ministri con le norme sui poteri speciali che lo Stato si riserva in aziende strategiche, tra cui Telecom Italia. Giunge così sul tavolo di palazzo Chigi la nuova versione della golden share. Accelerata dalla questione Telecom.

Nel frattempo, TI sta preparando la short list con i nomi dei possibili candidati alla presidenza di Telecom Italia, dopo le dimissioni giovedi' scorso di Franco Bernabe', arrivera' con tutta probabilita' sul tavolo dei consiglieri il prossimo 7 novembre. Difficile, ma non da escludere, che si possano accelerare i tempi, come auspica qualcuno, anche se al momento nelle agende dei consiglieri gli appuntamenti segnati sono il cda del 7 novembre e i comitati il giorno prima. In questi giorni, secondo quanto risulta a Radiocor, il comitato nomine presieduto da Jean Paul Fitoussi e composto da Gabriele Galateri di Genola (consigliere in quota Telco) e dall'indipendente Massimo Egidi, rettore dell'Universita' Luiss di Roma, sta vagliando nomi e curriculum per arrivare al consiglio di amministrazione di novembre, che ha all'ordine del giorno conti e piano industriale, con una rosa di candidati.

Il nome di Massimo Sarmi, attuale a.d. di Poste italiane indicato da giorni come successore d i Bernabe', qualora fosse trovato un accordo con gli azionisti di Telecom riuniti in Telco, ovvero Telefonica, Intesa Sanpaolo, Generali, Mediobanca, dovrebbe rientrare nella short list stilata dal comitato nomine, che ha ricevuto l'incarico dal cda di Telecom il 3 ottobre.

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