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"Un'operazione puramente finanziaria che si concluderà con la vendita di asset strategici". Bolla così l'acquisizione del controllo di Telecom da parte di Telefonica  Bruno Di Fronte, segretario Uil-Com di Milano, che ad Affaritaliani.it spiega i motivi del presidio organizzato dai sindacati in Piazza Affari nel giorno del cda che si è aperto con le dimissioni del presidente Franco Bernabè.

"Vogliamo dare un messaggio al cda dell'azienda, a prescidere da chi vi siederà nei prossimi giorni. Perché non si capisce come Telefonica, che non naviga in buone acque, possa acquisire il controllo di Telecom. Operazione questa, tra l'altro, decisa all'insaputa di tutti, parti sociali comprese", spiega Di Fronte ad Affari.

E il problema ovviamente è il futuro dei lavoratori. "Siamo preoccupati perché i lavoratori di Telecom sono già 4 anni che fanno sacrici, sperando che l'azienda si riprenda e torni a investire. E ora questa operazione ha tutta aria di essere stata fatta solo per far cassa con la vendita di Tim Brasil e Telecom Argentina".

"Vogliamo che si apra un tavolo con azienda e governo - continua il segretario Uil-Com di Milano - perché qui si stanno prendendo decisioni che riguardano il destino di 50mila famiglie, senza contare l'indotto. Per esempio Telefonica ha i call center in Spagna in outsourcing e dunque abbiamo ragione di temere per il customer Telecom. Senza contare il problema della rete, core business importantissimo per un'azienda di tlc".

Per questo non si esclude lo sciopero generale, già minacciato dal segretario generale Slc Cgil Milano, Paolo Puglisi. Per ora tentiamo, con il presidio milanese di oggi, di sensilbilizzare azienda e governo. Poi siamo pronti a una mobilitazione molto più grande a livello nazionale", conferma Di Fronte.

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