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Telecom, Vivendi pronta all’addio. Presto l’affondo su Mediaset. Rumors

Secondo le indiscrezioni, il colosso dell’enterteinment francese sarebbe aperto a cedere la quota del 24% in Telecom per bypassare le preoccupazioni dell’AgCom

Telecom, Vivendi pronta all’addio. Presto l’affondo su Mediaset. Rumors
Bus elettrico Parigi (9)

Vivendi, cambio di rotta. Secondo rumors che circolano sul mercato, il colosso dell’enterteinment francese presieduto da Vincent Bollorè è pronta cedere la quota del 24% in Telecom Italia, che vale circa 3 miliardi di euro, per facilitare il progetto di creare un campione paneuropeo di brodcasting, del quale farebbe parte Mediaset. Vendendo la quota di Telecom, scrive Bloomberg, la società transalpina ridimensionerebbe le preoccupazioni dei regolatori italiani sulla propria influenza nel Paese.

Telecom non ha commentato le indiscrezioni, mentre il portavoce di Vivendi ha ribadito che il gruppo francese non vuole vendere la quota della compagnia telefonica italiana, nella quale si propone di essere azionista di lungo corso. L’obiettivo immediato di Vivendi, sostiene l’agenzia internazionale, è un’alleanza con il gruppo di Silvio Berlusconi o tramite uno scambio azionario o attraverso l’acquisizione del broadcaster italiano.

Un acquirente potenziale di Telecom potrebbe essere Orange – aggiunge – anche se la società francese negato piu’ volte di stare progettando tale mossa. Intanto, all’indomani della presentazione del nuovo piano industriale, Mediaset perde in Borsa oltre il 2% in un contesto di mercato debole. Ubs intanto ha abbassato la raccomandazione sul titolo a sell da neutral, con prezzo obiettivo che passa a 3,7 da 3,35 euro. Il rating viene tagliato per motivi relativi alla valutazione vista la forte corsa segnata dal titolo. Gli analisti dichiarano poi che “Mediaset ha delineato una strategia ambiziosa” che ha portato a un aumento delle loro stime di Eps 2017-2020 dell’11%-60%.

La casa d’affari valuta ora la tv in chiaro italiana 3,2 mld euro (2,4 mld euro nelle precedenti stime). Icbpi sottolinea che “nella presentazione del business plan 2016-2020 il management ha illustrato la strategia per massimizzare le opportunita’ di crescita della totale audience (nel 2018 Auditel introdurra’ la nuova misurazione degli ascolti che terra’ conto della fruizione dei contenuti su diversi devices) nelle tre aree di business Tv, Digital e Radio. Il lancio di nuovi contenuti digitali ad hoc, l’utilizzo di una piattaforma di Adv per cogliere le opportunita’ crossmediali, l’impulso alla crescita di Radio (15-20% Ricavi) e Video Online Adv (dal 7% nel range 12-15%) supporteranno il miglioramento della quota di Mediaset nell’intero mercato pubblicitario italiano (target dal 37,4% al 39% nel 2020).

*BRPAGE*

Il breakdown del target di miglioramento dell’Ebit delle attivita’ Tv italiane al 2020 di 468 mln e’ il seguente: 90 mln euro dal recupero di market share indicato, in ipotesi di crescita zero dell’intero mercato; 45 mln euro dalla riduzione di costi di programmazione Tv attraverso il focus sull’autoproduzione ed iniziative congiunte con Mediaset Espana, 10 mln euro dal miglioramento dei margini della radio, attualmente a break even; 200 mln euro dalla pay tv attraverso la riduzione dei costi e con l’ipotesi di Premium senza diritti calcio dal 2018 che dovrebbe portare a una riduzione di 800 mln di costi (di cui circa 700 mln tra diritti sportivi e costi di produzione); 123 mln attraverso una riorganizzazione dell’intera struttura di gruppo ed risparmi su personale e acquisti.

Le iniziative indicate comporteranno dei costi one off di 104 mln euro”. Comunque, proseguono gli analisti, “nessuna novita’ e’ emersa sulla contesa con Vivendi: PierSilvio Berlusconi ha ribadito di non aver avuto alcun contatto con la societa’ francese e di essere pronto ad esaminare delle nuove proposte che siano migliorative, se non della stessa portata, rispetto all’accordo vincolante siglato lo scorso aprile”. A detta degli esperti “la presentazione di ieri ha fornito indicazioni positive su strategie e interventi per migliorare ulteriormente il posizionamento nel mercato pubblicitario italiano. Le assunzioni sulla dinamica de mercato ci sembrano piuttosto conservative e dovrebbero controbilanciare i rischi sul raggiungimento del target di market share. La parte preponderante del miglioramento e’ legata pero’ alle iniziative sulla pay tv perche’ dai commenti forniti sembra piu’ probabile una Premium senza Champions League piuttosto che un totale disimpegno dal business calcio”.

Mediobanca Securities (neutral, Tp 4,09 euro) apprezza “l’analisi approfondita che ha fornito il management con il principale punto che a nostro avviso e’ rappresentato dalla revisione strategica del business della pay-tv, cosa che implica una visibile riduzione del profilo del rischio societario”. A detta degli esperti di Jefferies, che hanno alzato il target price di Mediaset a 4,3 euro da 2,46 euro, la societa’ della famiglia Berlusconi ha fissato target ambiziosi. Gli analisti segnalano che alcuni degli obiettivi prefissati si basano sui ricavi, ma la maggior parte sono legati a misure di taglio costi. Gli investitori, comunque, rimarranno probabilmente focalizzati sulla risoluzione delle disputa con Vivendi. Hold invariato. Banca Akros ha infine aumentato il Tp a 4 da 3,5 euro, confermando la raccomandazione neutral.