Inwit sfida Swisscom sulle torri
Inwit contesta le informazioni diffuse da Swisscom, il gruppo che controlla Fastweb+Vodafone, sul processo di cessazione anticipata dell’accordo quadro (Msa) per l’affitto dei siti per la rete mobile. Inwit ha precisato che la disdetta unilaterale comunicata dall’operatore è oggetto di un contenzioso tuttora pendente presso il tribunale di Milano e, pertanto, “non costituisce un fatto certo e condiviso”.
Inoltre, scrive la società delle torri in un comunicato, anche nell’ipotesi di una disdetta valida, il contratto prevede un piano di riconsegna dei siti di almeno tre anni. Fastweb+Vodafone sarebbe inoltre tenuta a restituire gli asset nella loro interezza (“all-or-nothing”) entro il 31 marzo 2031.
E, dato che dopo tale data non esiste alcun accordo per la permanenza dell’operatore su queste infrastrutture, Inwit ritiene “fuorviante” l’ipotesi di mantenimento dell’accesso alle torri durante un piano di migrazione che Swisscom prevede possa protrarsi fino al 2040.
“Non è dato comprendere – scrive ancora Inwit – come Fastweb+Vodafone possa prospettare la cessazione del rapporto nel marzo 2028 e, contestualmente, richiedere il rinnovo delle frequenze senza avere ancora indicato, in termini concreti e verificabili, su quali infrastrutture intenda esercitare i relativi diritti nel periodo successivo al marzo 2028”.
Inwit scrive anche che il progetto di joint venture tra Tim e Fastweb+Vodafone per realizzare un’infrastruttura di torri trasmissive concorrente, annunciato a marzo, è ancora in fase embrionale e soggetto alle autorizzazioni delle autorità competenti. “Al momento – spiega Inwit – non risultano eventuali accordi con altre tower company, né è stata dimostrata l’esistenza di infrastrutture alternative in grado di sostituire quelle di Inwit”.
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