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Economia

Il 'tesoretto' nel Def, pari a 1,6 miliardi di euro nel 2015, non va speso ma va utilizzato per "accelerare il riequilibrio" dei conti pubblici. E' quanto ha affermato il vice direttore generale della Banca d'Italia, Luigi Federico Signorini, nell'audizione sul Documento di economia e finanza davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

"Per l'anno in corso la deviazione rispetto agli impegni circa la riduzione del disavanzo strutturale e' modesta - ha spiegato Signorini - ma in linea di principio, e coerentemente con lo spirito della normativa in materia di finanza pubblica, appare opportuno che un andamento tendenziale del saldo migliore delle attese, peraltro dovuto interamente alla minore spesa per interessi, sia utilizzato per accelerare il riequilibrio della finanza pubblica".

Sullo steso tema è intervenuto anche il presidente dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, Giuseppe Pisauro durante un'audizione al Senato. "Sembra prematuro" pensare di "utilizzare risorse", il cosiddetto 'tesoretto', "reputandole gia' acquisite", ha detto chiaramente. "Una decisione presa ad aprile di spendere nell'anno corrente l'effetto del miglioramento del quadro macro rispetto alla previsione dell'autunno precedente, senza attendere prima che tale miglioramento si materializzi, sembra contraria a considerazioni di prudenza", ha aggiunto.

Tornando a Bankitalia, in generale lo scenario macro economico delineato nel Def per il biennio 2015-16 "e' plausibile anche se non esente da rischi a breve termine".  "I miglioramenti della fiducia devono consolidarsi - ha osservato Signorini - l'incertezza sull'esito delle trattative sul programma di aggiustamento del governo resta elevata e puo' indurre volatilita' nelle condizioni finanziarie".

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