Poste-Tim, parte l’Opas da 10,8 miliardi
Tutto pronto per l’Opas di Poste su Tim, compresa la campagna di comunicazione. Il prospetto dell’operazione recita che, a titolo esemplificativo, per ogni 500 azioni Tim portate in adesione saranno corrisposte 109 azioni Poste di nuova emissione ed 835 euro e che Il controvalore complessivo massimo dell’Offerta, in caso di adesione integrale degli azionisti Tim, sarà di 10,83 miliardi di euro, importo pari alla somma tra la valorizzazione monetaria complessiva della componente in azioni e quella in denaro.
Nel gruppo Tim c’è comunque una gemma, neanche tanto nascosta, che si chiama Tim Brasil che capitalizza circa 10 miliardi di dollari, produce utili per 700 milioni (di euro) ed è partecipata dalla casa madre al 67%. Insomma, una perla di compagnia telefonica (è il secondo operatore brasiliano) che, negli anni, tanti azionisti (vedi Telefonica) avevano cercato di vendere. Per fortuna nessuno c’è riuscito, anche perché quegli utili e il fatturato in costante crescita hanno sempre fatto comodo al bilancio della casa madre.
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Ora toccherà a Poste anche se, al momento, ogni decisione è sospesa in attesa di vedere l’esito dell’Opas. Il gigante postale ha identificato un potenziale complessivo di sinergie ante imposte pari almeno a 700 milioni di euro annui a regime e attende un impatto positivo sull’utile per azione a partire dal 2027 e neutrale sul 2026.
E dopo la lettera di Pietro Labriola ai dipendenti Tim per spiegare l’operazione, Matteo Del Fante e Giuseppe Lasco, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale di Poste, hanno scritto ai loro: “Siamo in una nuova fase della nostra storia. Oggi, 20 luglio, si apre il periodo di adesione che, salvo proroghe, si concluderà l’11 settembre. Poste avvia la raccolta di azioni Tim sul mercato e dà concretezza a uno dei progetti economico-industriali più rilevanti degli ultimi anni per il nostro settore, per quello delle telecomunicazioni e per l’intero sistema economico italiano”.
Per gli azionisti Tim, come sottolineato da alcuni analisti e anche da Asati, l’associazione dei piccoli azionisti, l’Opas di Poste non è generosissima ma sempre meglio di quanto offerto da Kkr nel 2021 per tutta Tim (Brasile e soprattutto rete compresa, comperata poi per 20 miliardi) per soli 0,505 euro ad azione e un controvalore di circa 11 miliardi.
Sempre a titolo esemplificativo sulle 109 azioni Poste, che un azionista Telecom potrà avere portando in adesione 500 azioni (che varrebbero ai corsi attuali un poco più di 3mila euro) il dividendo promesso per il 2026, uguale a quello di quest’anno 1,25 euro ad azione, dovrebbe essere di circa 136 euro. Che vorrebbe dire un rendimento intorno al 4,5%.

