Economia
Tim, via libera dei soci alla conversione delle azioni risparmio in ordinarie. E il titolo festeggia in Borsa
Tim, il 99,97% dell'assemblea vota per la conversione delle risparmio e in Borsa il titolo continua a salire

Tim, via libera dei soci alla conversione delle azioni risparmio in ordinarie
Praticamente unanime, 99,87% dei voti, l’adesione dell’assemblea dei soci Tim che ha votato sulla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie. Nessun voto contrario e lo 0,13% astenuto, all’assemblea dove ha partecipato il 56,42% del capitale, che ha sancito un passaggio atteso da oltre un decennio. La conversione facoltativa delle azioni di risparmio avverrà sulla base di un rapporto pari a 1 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio detenuta, più un conguaglio in denaro pari a 0,12 euro mentre quella obbligatoria prevede un conguaglio di soli 0,04 euro. L’assemblea ha approvato anche con il 99,65% di voti favorevoli e lo 0,35% di voti contrari, la riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi di euro, destinando l’importo riveniente a riserva legale e riserva disponibile di patrimonio netto.
L’assemblea ha anche nominato nel cda in qualità di consiglieri Lorenzo Cavalaglio e Alessandra Perrazzelli. Il loro mandato scadrà unitamente all’intero cda, e quindi anche dell’ad Pietro Labriola, con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026.
Anche l’assemblea speciale degli azionisti di risparmio , a cui ha partecipato il 50,87% della relativa classe di azioni, ha approvato la proposta di conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie (con il 99,58% dei voti favorevoli, lo 0,28% di voti contrari e lo 0,13% di astenuti).
Ora per il management di Tim e del suo principale azionista Poste Italiane che, dopo la conversione, passerà dal 27,32% a sotto il 20% dell’ex-monopolista , arriva la fase più complicata: creare valore con le sinergie che si svilupperanno tra le due società. Il 23 febbraio c’è già un primo step che è il passaggio degli utenti di Poste Mobile, che è il maggior operatore non strutturato presente in Italia con circa 6 milioni di clienti, sulla rete di Tim da quella di Vodafone. Ci potrebbe anche essere una joint venture sui servizi cloud da offrire alle imprese e anche una maggiore integrazione tra Poste Mobile e magari Kena che è l’operatore low cost creato da Tim. Più informazioni arriveranno dal piano industriale che dovrebbe essere pronto entro l’estate ma di cui verrà dato un assaggio il 24 febbraio in occasione del cda per la presentazione dei risultati preliminari 2025.
Il mercato ha apprezzato il largo consenso all’operazione di conversione premiando il titolo Tim con un +0,50% circa a 0,58 euro per azione. In linea con la quotazione delle risparmio che incorporano il premio promesso di 0,12 euro per azione. L’operazione dovrebbe valere circa 700 milioni che Tim ha recuperato vincendo la causa per il rimborso del canone non dovuto da parte dello stato.
