Torna l’idea Tobin Tax. Se l’adozione su scala nazionale della tassa sulle transazioni finanziarie sta registrando risultati scarni, la sua approvazione “all’europea” potrebbe avere effetti differenzi. O almeno è questo l’auspicio di alcuni Paesi, tra i quali Francia e Germania.
Lo hanno riferito a Parigi il ministro francese dell’Economia, Pierre Moscovici, e il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schauble, al termine del consiglio economico e finanziario franco-tedesco a Parigi. “Lavoreremo insieme affinché Parigi e Berlino contribuiscano in modo positivo a questi progetto con sempre più ambizione” e “un realismo che consenta a questa tassa di essere effettiva”, ha detto Moscovici. Il socialdemocratico Sigmar Gabriel ha definito la tassa “indispensabile”.
A spingere verso la Tobin ci sono anche Italia e Spagna. Ma il percorso non sarà semplice. Perché la schiera degli oppositori è altrettanto nutrita. In Germania le sei maggiori associazioni bancarie tedesche hanno presentato denunce formali alla Commissione europea contro l’imposta sulle transazioni finanziarie.
In Francia, primo Paese Ue a introdurre l’imposta, i malumori non mancano. Lo ha sottolineato anche Christian Noyer, governatore della Banca Centrale francese. In un’intervista pubblicata dal Financial Times ha fatto notare che gli incassi sono stati sotto le attese e hanno portando a un calo della liquidità, a un allontanamento dei flussi di investimento e a un maggior costo per società e governi.
In Italia i risultati non si prospettano migliori. L’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che a ottobre 2013 l’imposta ha prodotto un flusso per l’erario di 159 milioni di euro. Ed è nota la posizione di Carlo Cottarelli che, ai tempi dell’Fmi e poco prima di diventare commissario alla Spending review, aveva parlato di “potenziali effetti distorsivi”.
Gli sparuti indizi fin qui raccolti, testimoniano che, se i Paesi procedono in ordine sparso, i risultati sono deboli (se non dannosi). Il grande cruccio però è non essere riusciti a imporre la Tobin Tax in tutti i 27 Paesi dell’Ue. Adesso l’Ue ci riprovano.

