Xi Jinping durante la recente visita di Donald Trump a Pechino era stato piuttosto chiaro: “Nessuna interferenza su Taiwan, altrimenti avremo grossi problemi“. E il tycoon questo messaggio sembra averlo memorizzato in maniera chiara, a tal punto da schierarsi con la Cina (indirettamente) dichiarando apertamente di voler intervenire sulla questione dei chip. Parlando alla Cnbc, il presidente americano ha previsto che tra il 40% e il 60% della produzione di chip sarà basata negli Stati Uniti entro la fine del suo mandato, aggiungendo di ritenere che le aziende si allontaneranno da Taiwan: “Hanno praticamente preso il 100% del business dei chip e io li sto riportando tutti indietro. Stanno tutti tornando in questo Paese”.
Ma Trump si è soffermato anche sulla Cina, qui la battaglia è tutta incentrata sulla leadership in un settore chiave come quello dell’intelligenza artificiale. “Dobbiamo essere al vertice, altrimenti la Cina se ne impadronirà. È una questione di grande importanza, e qualsiasi cosa facciamo, voglio essere al primo posto», ha detto Trump. Gli Stati Uniti si trovano ad affrontare una concorrenza sempre più agguerrita da parte di modelli open-source cinesi che si stanno dimostrando quasi altrettanto performanti e significativamente più economici di alcuni dei modelli statunitensi più potenti“.
Poi Trump ha aggiunto: “C’è bisogno di alcune barriere di sicurezza. Quando pensiamo che ci sia un cattivo attore là fuori, c’è un piccolo pericolo, fermiamo il giocatore rapidamente ed efficacemente. Ma per farlo devi essere nel gioco. Internet è stata una grande cosa. Ma penso che questa dell’IA sia molto più grande di Internet”.

