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Trump, Brexit… Tutto previsto dal software italiano

La vittoria di Trump, come la Brexit, era stata prevista utilizzando il software di analisi semantica elaborato dall’italiana Expert System

La vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali statunitensi ha spiazzato buona parte della stampa mondiale e, almeno apparentemente, i mercati finanziari che hanno visto nelle sedute immediatamente successive alla nomina una volatilità in decisa crescita, con variazioni ampie e molto rapide sia degli indici sia dei singoli settori e titoli quotati, segno che nessuno aveva ancora “prezzato” cosa potesse significare Trump alla Casa Bianca.

Eppure qualcuno era riuscito a capire che le probabilità di vittoria dell’immobiliarista americano erano elevate e non a caso: Kaufmann & Partners, società londinese specializzata in strategica e financial advisory, che grazie all’utilizzo del software di “cognitive computing” Cogito, sviluppata dalla società italiana Expert System e in grado di leggere, comprende e risponde grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, ha centrato ancora una volta la previsione, come già accaduto lo scorso giugno quando sempre Kaufmann & Partners aveva previsto la vittoria della Brexit al referendum britannico.

Rispetto alle società di analisi che elaborano “sondaggi di sondaggi”, la società londinese studia anche i riferimenti incrociati fra i risultati dei sondaggi e gli esiti di analisi incentrate sui social media, sfruttando gli algoritmi di intelligenza artificiale necessari a elaborare “big data text analytics”, simulando e applicando su larga scala il processo di lettura, comprensione e apprendimento delle informazioni.
Sapete che previsione hanno fatto, l’8 novembre, gli esperti londinesi in merito alla reazione dei mercati ad una elezione di Trump, combinata alla Brexit? Che si sarebbero dovuti adeguare ad una “nuova normalità” caratterizzata da una maggiore volatilità, da un mercato del debito fragile, con una significativa possibilità di crisi sistemica a livello bancario, in particolare nell’eurozona.

Meglio quindi stare lontani dai titoli bancari (italiani in primis, vista la possibilità di una vittoria del “no” al referendum del 4 dicembre e le conseguenze che questo potrebbe avere sulla crisi del sistema bancario tricolore), ma attenti anche a non puntare troppo sui bond, se non altro perché è probabile che la Federal Reserve prosegui, o acceleri (come temono anche alcuni grandi investitori del calibro di Pimco) il rialzo dei tassi in vista di una riaccelerazione dell’economia che porti con sé un’inflazione superiore al 2% annuo.
A beneficiare della probabile fuoriuscita di capitali dai mercati azionari europei e in parte dei mercati obbligazionari mondiali dovrebbe Wall Street, che beneficerebbe anche dell’attesa ripresa degli utili aziendali. Meglio quindi puntare su Etf e fondi azionari americani approfittando anche dell’attuale incertezza del dollaro, che potrebbe nei prossimi mesi lasciar spazio a nuovi recuperi sommando, per un investitore in euro, un effetto cambio favorevole a un rialzo delle quotazioni.

Nel frattempo Expert System, società fondata a Modena nel 1989 da Paolo Lombardi, Stefano Spaggiari (attuale Ceo) e Marco Varone (presidente e Cto) e quotata sull’Aim dal 2014, è finita a sua volta sotto i riflettori, riportandosi a 2 euro per azione, con un rialzo di oltre 8 punti percentuali rispetto a 3 mesi fa (e di oltre il 6% sui 12 mesi), mentre la capitalizzazione è risalita sopra i 55 milioni di euro.
Non male per una ex “garage company” che ha saputo crescere fino a diventare una multinazionale tascabile, con oltre 230 dipendenti distribuiti su 18 sedi in sette diversi paesi e con clienti del calibro di Eni, ING Direct, Vodafone, Coca Cola, Swiss Re, Thomson Reuters piuttosto che Novertis o il Fondo monetario internazionale, operanti in 15 diversi paesi, che solo negli ultimi due anni hanno fatto crescere da 13 a 30 milioni di euro il valore della produzione.